UN COLORE DIVERSO PER IL MONDO

GIAN LUCA DE VITO RACCONTA LA CUMBIA DE GUARDISTALLO
Come il riso nasce nell’acqua per poi sposare il vino, così Gianluca “Danni” De Vito Franceschi nasce educatore, sviluppa il talento del musicista e unisce le due arti in un progetto che coinvolge artisti del calibro di Antonio Aiazzi, il “Marchese” dei Litfiba, l’ex Casino Royale Gabriele “Rata” Biondi e Flavio Ferri, il genio fondatore dei Delta V, alla produzione. Protagonista principale Il Popolo delle Meraviglie, un gruppo di persone nate con la sindrome di down o con disabilità psico-cognitive. Un progetto frutto di una settimana di residenza artistica nel Teatro Marchionneschi di Guardistallo, in provincia di Pisa, immortalata nel documentario di Sabrina Basilico, durante la quale sono state registrate una cover rivisitata di Disoccupato Rap dei Truzzi Broders e il brano inedito La Cumbia De Guardistallo. Un pezzo dove la musica popolare latinoamericana per eccellenza incontra i suoni elettrici ed elettronici del mondo contemporaneo, e pubblicato quest’anno dagli Interiorama nell’album Selva. Il trio che, a fianco di De Vito, vede Samuel “Masu” Pellegrini e Michele Pineschi non è nuovo ad ospitate in dischi e concerti.
A curare il format della Residenza Artistica Integrata, nel giugno 2023, l’associazione Haccade! seguendo un’idea iniziale di Matteo ‘Flipper’ Marchetti, educatore di origini toscane che oggi vive a Milano e che negli anni ’90 è stato alla direzione artistica del Centro Sociale Leoncavallo. Di quei giorni De Vito, in particolare, ricorda l’alchimia raggiunta attraverso un “ascolto reciproco che ci ha permesso di togliere, rallentare, non creare sovrastrutture alla musica che stavamo facendo e circoscrivere da subito il fulcro dell’attività: l’esperienza insieme ai ragazzi”.
Agli Interiorama De Vito è arrivato dopo aver vissuto dal 2006 al 2014 tra Costarica e Nicaragua e, anche grazie a internet, facendo “musica con persone dai quattro angoli dell’America Latina, mischiando gli ascolti. Il nome Interiorama, per esempio, è nato da una mia fuga al Casco Viejo, uno dei quartieri più affascinanti di Panama City. In apparenza qualcosa di lontanissimo dall’entroterra di Livorno dal quale provengo. Eppure esiste una bellissima connessione bellissima con la città che per me rappresentava il centro del mondo e artisti di cui resto un fan sfegatato come Ciampi, Rondelli, Nada”.
Proprio con Nada entrano in gioco gli immancabili sei gradi di separazione, perché Amore Disperato porta anche la firma di Varo Venturi, al tempo componente del trio Richter, Venturi, Urru meglio conosciuto come Mondorhama. Anni con i quali, e ancor più con i ’90, De Vito non nasconde un legame sentimentale e artistico fortissimo. “Sono stati veramente anni pazzeschi. Basterebbe pensare al percorso artistico di Gabriele che ha avuto occasione di suonare in un momento storico in cui la musica in Italia era veramente all’avanguardia. Agli inizi dei ’90 poi io credo, ancor più di Milano, fosse Torino a rappresentare il riferimento musicale più significativo. Pensandoci bene, sono nato e cresciuto con i Mau Mau. Rappresentavano un po’ quello che facevano i Mano Negra nel mondo, Sauta Rabel in Italia è stato forse il disco word per eccellenza. Tanto è vero che era stato mixato ai Real World Studios di Peter Gabriel”.
La chiacchierata con De Vito è un vero e proprio flusso di coscienza, si parla dei locali della Torino che furono e di quelli che ancora resistono, della Flog di Firenze, di discografia indipendente, di mainstream e di come, nei decenni, è cambiata la formazione degli educatori, fino a tornare inevitabilmente alla cumbia. “È il blues latinoamericano, lo cantavano gli schiavi. Tutto nasce quando gli africani arrivando sulle coste dell’America del Sud, portando i ritmi della tambora che poi si è mischiato con le cose spagnole e andine”.
Il progetto ha coinvolto i ragazzi in vari step, grazie alla Cumbia De Guardistallo ci sono stati tre live a Milano, Cremona e in provincia di Livorno che hanno visto salire alcuni di loro sul palco insieme a noi. Resta per ora in un cassetto Disoccupato Rap, la cover dei Truzzi Broders con alcuni versi riadattati a tema sindrome di Down potrebbe venir pubblicata in un prossimo lavoro curato da Marchesi. L’avventura artistica di Nicola, Silvia, Salvatore, Laura, Valentina, Michele, Lara, Maria, Giulia, Niccolò e Fabrizio continua.
I musicisti de La Cumbia De Guardistallo sono:
Antonio Aiazzi alla fisarmonica
Silvia Barbarotto bonghi, tamburello, theremin, voci
Gabriele “Rata” Biondi tromba, melodica, tastiere, cori
Giulia Boniardi voci
Maria Bresciani tamburello, theremin, voci
Pramila Carlini cori
Giulia Colombi glockenspiel
Fabrizio De Sensi tromba, cori
Gianluca “Danni” De Vito Franceschi voce solista, chitarra ritmica, percussioni, cori
Lucia Darino cori
Flavio Ferri produttore, theremin
Gabriele Ghelfi cori
Niccolò Galimberti djembe, voci
Matteo “Flipper” Marchetti voce solista, cori
Salvatore Marazzita bonghi, cajon, voci
Laura Paviano triangolo, voci
Samuel “Masu” Pellegrini produttore, groove, voci, chitarra solista, tastiere
Michele Redaelli maracas, voci
Lara Tarsia pianoforte, voci
Valentina Turi maracas, voci
Niccolò Vandelli djembe, batteria, voci
Produzione artistica e registrazione, Flavio Ferri.
CUMBIA DE GUARDISTALLO – INTERIORAMA feat POPOLO DELLE MERAVIGLIE
https://www.youtube.com/watch?v=TyyjkaF5yXE&list=RDTyyjkaF5yXE&start_radio=1
POPOLO DELLE MERAVIGLIE (IL FILM) di SABRINA BASILICO
https://www.youtube.com/watch?v=uN8IV7jmjkk&list=RDuN8IV7jmjkk&start_radio=1


