Venerus – Tra le mie braccia

Venaria – Teatro Concordia 10 aprile 2026
E intanto noi che c’eravamo stretti in un abbraccio
Preoccupati per il mondo e delusi dalla realtà
Ci siamo innamorati della speranza
Benvenuti nel mondo di Venerus.
Un mondo dove colori, emozioni, fantasia, voglia di vivere, poesia ed energia si fondono insieme.
Un universo fluido e immersivo dentro il quale il pubblico si sente coccolato, abbracciato e protetto come suggeriscono anche le immagini proiettate sullo sfondo e sulla grande tela semi-trasparente che ogni tanto si chiude davanti ai musicisti per un magico effetto 3D.

La tappa di Venaria è la terza di serie di date che il musicista milanese sta portando in giro per l’Italia a sostegno del recente album “Speriamo” uscito a novembre.
Il concerto si apre con una magnetica versione al pianoforte di Impossibile tratta dall’ultimo album, lo stesso strumento sarà protagonista esattamente alla fine della prima parte di una scaletta di ben 28 brani quando verranno eseguite Luci, Istruzioni, Ogni pensiero vola e Quello che resta in deliziose versioni unplugged.
Dopo un inizio così intimo arrivano i primi colpi di acceleratore: La Moto e Un Giorno Triste introducono definitivamente al magico mondo di Venerus. In un repertorio che pesca dai tre album e dai vari EP pubblicati finora emergono, soprattutto nella prima parte del concerto, i lati più pop e (nu)soul del musicista che ha i suoi vertici nelle esecuzioni di Love Anthem , No.1, di una Dreamliner che veleggia dalle parti di Frank Ocean, Fantasia in quelle di Ben Harper e una Pensieri parte 2 (Bellusco Blues) che nella veste live mischia mirabilmente blues notturno e rap.

La band appare molto affiatata, il chitarrista e produttore Danny Bronzini, Danilo Mazzone alle tastiere, Andrea Colicchia al basso, Davide Savarese alla batteria e Filippo Cimatti suonano compatti e potenti.
L’assenza per indisposizione della vocalist Raffaella Nicolazzo viene compensata dall’apparizione sul palco di una ragazza che si è offerta di cantare, cavandosela egregiamente, le parti vocali che su Sentire erano di Angelina Mango.
Le influenze seventies arrivano attraverso Sola e Il tuo Cane, quelle folk dall’acustica Fantasia; quelle eighties sono tutte in quel vocoder che in un brano va a riprendersi il trono degli effetti voce che gli spetta per anzianità, e in quella a tastiera a tracolla esibita con disinvolto menefreghismo da un Mazzone che nemmeno Sandy Marton.
Ma si ascolta di tutto, la sua musica è talmente sfaccettata e personale che ci si perde con disinvoltura in mezzo a morbidezze jungle, inflessioni jazz (spesso filtrate in chiave Lucio Dalla, come in Felini), latin, hip-hop, diramazioni psichedeliche e anche la componente elettronica è spesso presente. Un caleidoscopio originale, intrigante e modernissimo.

La parte finale del set che inizia con Sei Acqua, uno dei punti di forza di “Magica Musica” forte della produzione magistrale di Tommaso Colliva, Mace e Calibro 35 e prosegue con l’introspettiva Ti Penso, è quella più divertente dove le pulsazioni techno di Stazione Bovisa e Sesso fanno ballare tutto il Teatro Concordia.
In mezzo a queste un nuovo arrangiamento di Io x Te che inizia timida e lieve per poi esplodere in un grande finale.
Alla fine saranno due ore e un quarto (una rarità di questi tempi) di quello che è qualcosa più di un concerto, un lungo flusso di coscienza collettivo ma intimo come un tenero bacio, chiuso magistralmente dalle parole di Tra Le Tue Braccia, eletta a idea base di uno spettacolo che non presenta alcun punto debole.
Tra le tue braccia proteggimi
Ho paura del buio
Non andare via
Ho perso una parte di me
Che vorrebbe insegnarti a ballare
O soltanto farsi abbracciare

