6 Novembre 2026

C’Mon Tigre Ten! Live @ HMA Torino

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Hiroshima Mon Amour 15/05/2025, Torino.

Il misterioso duo bolognese è impegnato per un giro di concerti a supporto della ristampa del loro primo album in occasione del decennale dell’uscita.
Ristampa in formato super de-luxe con cover esterna metallizzata e termosaldata che mantiene costante l’attenzione rivolta al packaging dei loro dischi, che risulta in prenotazione sul loro sito mentre è già acquistabile, come gli altri articoli della loro già importante discografia,  al banchetto del merchandising.
Disco debordante di idee e soluzioni fantasiose che già dieci anni fa conteneva tutti gli elementi di uno stile molto creativo, personale e in continua evoluzione, come dimostreranno i lavori successivi. Le collaborazioni prestigiose e l’infatuazione per le sonorità sudamericane arriveranno un po’ più avanti ma “C’Mon Tigre” si fece largo con facilità nei gusti degli appassionati:
Alle ore 22:30 precise a una rapida introduzione condotta dai due tigrotti fondatori fa seguito l’ingresso degli altri quattro musicisti che eseguiranno per intero l’omonimo album d’esordio modificandone in parte la sequenza originale.
“Rabat” all’inizio è quasi timida e riservata, “Fan for a Twenty Years Old Human Being” si estende per circa dieci appassionanti minuti e i 9/8 di “Federation Tunisienne de Football” fanno sempre saltare come grilli un pubblico coinvolto al punto giusto.
C’Mon Tigre dal vivo è una vera e propria macchina da guerra che si muove con estrema agilità tra tempi dispari, bassi sintetici, fiati trasversali, percussioni e corde in un crocevia che sa tanto di deserti e di notti medio-orientali  quanto di foresta pluviale e di mitteleuropa.
Marco Frattini (batteria, elettronica) e Pasquale Mirra (IL vibrafono) tessono basi ritmiche fantasiose, guizzanti ed estremamente coinvolgenti.
L’abilità del gruppo di mescolare suoni materici ed organici con quelli più sfumati dell’elettronica ha raggiunto livelli ragguardevoli, il loro è un jazz progressivo che guarda al futuro senza alcun timore nel mescolare generi così distanti tra loro con un idea di suono in continua evoluzione.
Un’ora e mezza di grande musica, suonata con passione, perizia e spavalderia.