“Dreaming Awake” – Del sogno ad occhi aperti, e del buttarsi ad occhi chiusi: gli Awake For Days

Tutti noi abbiamo avuto o incontrato, durate la nostra infanzia, un parente più o meno stretto, un insegnante, un amico o un perfetto sconosciuto – con la mania del realismo spicciolo e del rimanere coi piedi per terra, soprattutto quando si trattava di guardare nel privato degli altri – che, vedendoci assorti a fantasticare, magari persi dietro un nostro grande sogno di difficile ma non impossibile realizzazione, chiosava con estrema sicumera la frase “smetti di sognare ad occhi aperti!”. Non è di certo una frase senza saggezza, intendiamoci: sognare ad occhi aperti, a lungo andare, non ci rende dei viaggiatori dall’animo poetico e con il fascino dell’astratto, bensì dei passivi compulsivi con la tara dell’inanità comportamentale. Marcel Proust, in merito ai sogni, affermava che “se sognare un po’ è pericoloso, il rimedio non è sognare di meno ma sognare di più, sognare tutto il tempo.”. Che probabilmente equivale a dire – poiche di Proust tutto si può dire tranne che non fosse uno che non metteva in pratica ciò che voleva e sognava – che nella vita bisogna cercare di vivere continuamente i propri sogni: cioè, tentare di realizzarli continuamente e senza mezzi termini. E non venitemi a dire che questo sia un altro improbabile sogno ad occhi aperti!
Ad esempio io so che in questo esatto momento ci sono 4 italianissimi ragazzi amanti del rock che, armati non solo del proprio sogno, ma anche di una gran dose di coraggio, del loro talento e dell’inseparabile e fedelissimo strumento musicale, che il proprio sogno hanno deciso di inseguirlo, tallonarlo, provare a raccoglierlo e – speriamo – realizzarlo, proprio nella patria del sogno musicale per eccellenza: gli Stati Uniti d’America. Loro sono gli Awake for Days, una band ancora semisconosciuta nata in “Ichnusa”: che, in lingua sarda, significa “orma di piede” e che, oltre ad essere il nome di una famosa birra locale, è anche uno degli antichi nomi dell’isola più bella e più grande del Mar Mediterraneo. A discapito della loro ancora ‘ristretta’ notorietà, i quattro “pitzinnos” dal cuore di metallo hanno già al loro attivo un album dalle sonorità Metalcore (una delle varianti più dure dell’Hard metal) “Magnificent Disorder”, con cui hanno avuto un più che discreto successo tra i settari adepti del genere, e che ha valso loro aperture di concerti di band importanti quali ad esempio i ‘Testament’. Il loro primo album, sebbene non sia per l’appunto un genere di musica adatto a tutte le orecchie, mette insieme suoni industriali di chiara estrazione death metal a interessanti sconfinamenti armonici che, anche se più rari, consentono un ascolto meno ostico a chi non fa di quel genere il suo pane quotidiano.  E’ di certo un genere di rock che prevede un ascoltatore abituato a suoni ruvidi, elettricamente gridati a colpi di decibel e distorsori, accompagnati da un cantato “Voice Death” in perfetto stile Roots dei Sepultura, tanto per intenderci (ascoltate la apocalittica e potente “Archetype”, per farvene un’idea). I grandi sogni però – a parte isolate e trascurabili eccezioni – non si possono accontentare di isolati e localizzati successi: quelle sono cose magari abbastanza soddisfacenti per coloro i quali preferiscono svegliarsi in fretta dimenticando velocemente la sensazione diluita di soddisfazione post-onirica che se ne è ricevuta; quelle soddisfazioni brevi e appena accennate, mai abbastanza sazianti per coloro i quali “sognano concretamente, tutto il tempo” (per dirla alla Proust). E poiché i nostri sono autentici viaggiatori, fatti della stessa sostanza della loro musica – che altro non è che il loro più grande sogno – hanno dato nuova linfa alla loro ispirazione, facendo migrare le proprie note e il proprio stile verso sonorità più prossime al metal classico (anche se non piatto e sempre molto personale) di gruppi quali Linkin Park, Bring me the Orizon, Rammstein e System of a Down, così come da loro direttamente dichiarato. Questo affinamento di stile e di sonorità – che sebbene li porti ad una modifica di certo evidente ma comunque in linea con la loro anima primigenia – avviene anche per effetto di un sostanziale avvicendamento alla line-up della band rispetto all’uscita del primo album. Affinamento che, nonostante fosse già ampiamente presente nelle corde e nelle referenze musicali di Luk4as (cantante del gruppo dalla voce potente ma eclettica) trae maggior vigore proprio grazie alla nuova linfa portata dalla sezione ritmica – completamente rinnovata e composta dal bassista N1q e dal batterista Mik3 – e alla maggior libertà di esprimere e plasmare suono puro del chitarrista Nin9. Il risultato è un sound che diventa non meno hard ma di certo più ‘universale’, non certamente gradito a chiunque, ma alla portata di chiunque abbia un’anima rock laminata metal.
E devono averla pensata più o meno così anche i signori della Music Gallery International (al secolo MGI) di mr. Shawn Barusch – società statunitense che si occupa del management di artisti della scena rock metal e alternative – che alla fine del 2018, dopo un attento e appassionato ascolto della loro musica, li contatta per conoscerli meglio e, successivamente, per proporgli un tour di oltre 40 date negli States, al seguito dei ben più noti e premiati Cold e del loro Broken Human Tour 2019 . Un sogno? Forse. Di sicuro c’è che, forti dei due nuovi singoli già pubblicati “Break your chains” – canzone nel cui titolo si potrebbe quasi scorgere quella loro maledetta voglia di uscire dal patrio anonimato, e che in effetti è un inno in nome di tutti quelli che si sentono legati nelle gabbie della società moderna (And you can’t even stop us now, This is a message for every one, Break your chains) probabile Hit di un futuro non troppo lontano e non a caso scelta come singolo – e “With You”, pezzo potente e coinvolgente che canta della faticosa battaglia quotidiana di chi lotta contro la depressione (“I Know your feelings right now, All the pain  inside you, when everything is just fading”) si guardano in faccia e decidono che è arrivato il momento di buttarsi dal sogno nelle ancor più impegnative braccia della realtà. Ed in effetti, tutte le 10 canzoni dell’album ancora in preparazione (ascoltate in pre-listening) confermano quanto di buono questi ragazzi sono riusciti ad affinare e a mettere in cantiere negli anni: le cronache attuali,  i recenti commenti spontanei apparsi sul loro canale youtube e sulla pagina Facebook ufficiale del gruppo,  nonché gli stessi AFD raggiunti telefonicamente, parlano di un tour che sta riscuotendo un gran successo tra i fan statunitensi del metal, e di quattro ragazzi che nel sogno ci stanno davvero vivendo, e ad occhi (e decibel) ben spalancati. Luk4as, Nin9, N1q e Mik3 fan parte di quel genere di sognatori di cui ci parlava all’inizio di questo articolo Proust: quando chiedi loro di raccontarti come siano riusciti ad arrivare fino a lì, in pochi secondi ti fan comprendere quanta fede e lavoro ci sia alla base di tutto quello che stanno adesso vivendo :  “Awake for Days (che tradotto, letteralmente, significa “Svegli per giorni”) è la costante artistica dell’autoproduzione, con notti passate a registrare, mixare, mandare email e studiare mille strategie per trovare buone occasioni dove farsi ascoltare”. La campagna CrowdFunding che hanno necessariamente dovuto scegliere per autofinanziare questo sogno, ormai diventato concreto, li sta aiutando a coprire parte delle spese reali che devono affrontare tutti coloro i quali – con caparbietà, impegno, passione e una buona dose di talento – decidono non solo di parlare, ma di provarci seriamente. Nelson Mandela, che di costanza, impegno e passione in progetti realizzati se ne intendeva parecchio, diceva che “non c’è passione nel vivere in piccolo, nel progettare una vita che è inferiore alla vita che potresti vivere.”. Non so se abbia mai ascoltato la musica metal: non ho dubbi però nel credere che avrebbe seguito – e di certo amato – con attenzione la passione di questi ragazzi. L’attenzione per la loro musica, invece, mettetecela voi: son sicuro che ve ne appassionerete anche voi.

Pagina ufficiale Facebook: facebook.com/AwakeForDaysOfficial/ (trovate tutte le info sul tour in corso, e sulla band)

Per contribuire al sogno degli AFD, trovate qui il link al CROWDFUNDING

Sito: www.awakefordays.com

Stefano Carsen

Stefano Carsen

"Sentimentalmente legato al rock, nasco musicalmente e morirò solo dopo parecchi "encore". Dal prog rock all'alternative via grunge, ogni sfumatura è la mia".