Il Cyrano in noi

Puoi cacciare l’indole naturale con un forcone: ma tornerà sempre di nuovo – Naturam expellas furca, tamen usque recurret.
(Orazio)

Un’altra pecca nell’indole degli esseri umani è che tutti vogliono costruire e nessuno vuole fare manutenzione.
(Kurt Vonnegut)

“Know it sounds funny but, I just can’t stand the pain
Girl, I’m leaving you tomorrow
Seems to me girl you know I’ve done all I can
You see I begged, stole, and I borrowed (yeah)
Oh that’s why I’m easy
I’m easy like Sunday morning yeah
That’s why I’m easy
I’m easy like Sunday morning”
(Lionel Richie, “Easy like Sunday morning”)

Avete anche voi una parte di voi stessi che vorreste assolutamente cambiare? Qualcosa di cui vi siete vergognati più o meno da sempre, che avete sempre cercato di nascondere, con cui avete bene o male dovuto sempre fare i conti? Non sto parlando ovviamente di un segreto, ma di qualcosa di più triviale e fisico, visibile, e che difficilmente potrete cambiare: tipo il naso troppo grosso, l’essere basso o eccessivamente alto, gli occhi piccoli o troppo ravvicinati, la fronte visibilmente alta o l’essere estremamente irsuti. Cose del genere, che a prescindere da ciò che ne pensano gli altri sapete essere per voi un ingombro davvero pesante, concreto e ineluttabile. Contro certe cose è davvero impossibile poter lottare, perché sono aspetti che – per quanto da sempre si desiderino poter eliminare o invertire drasticamente – sappiamo benissimo non essere emendabili o ricostruibili: nemmeno nonostante la chirurgia estetica abbia fatto negli ultimi anni passi da gigante. E pertanto, non potendoci lottare né essendo possibile cambiarle, arriva sempre un momento in cui siamo costretti ad accettarle: e accentandole, l’unica cosa che capiamo di poter cambiare è il nostro modo di reagire su quell’aspetto. Che, sostanzialmente, è capacità di “indossarlo”, come se fosse quel capo di vestiario con cui non ci siamo mai sentiti a nostro agio, ma che non ci è proprio più possibile evitare di vestirsi, poiché è l’ultimo rimasto pulito in tutto il nostro guardaroba. Ed è proprio da quel momento in poi che ci rendiamo conto di essere, così come siamo, perfetti: perché comprendiamo che non potremmo essere diversi da come siamo nemmeno desiderandolo, consapevoli che è proprio quel particolare a renderci unici in mezzo agli altri. Dei “Cyrano de Bergerac”, forse con meno accento francese, ma con un’arma ben più affilata: sé stessi.

Stefano Carsen

"Sentimentalmente legato al rock, nasco musicalmente e morirò solo dopo parecchi "encore". Dal prog rock all'alternative via grunge, ogni sfumatura è la mia".