Franco Battiato Up patriots to arms

[embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=m53HMgU_qek[/embedyt]”Chi vi credete che noi siamo, per i capelli che portiamo ?”
Franco portava con orgoglio il suo naso importante che faceva pendant con il codino, vezzo sfoggiato sin dalla copertina de La voce del Padrone (un milione di copie vendute un exploit irripetibile).
Ma, prima di allora, fu con il clip di Patriots che le danze assurde di Battiato e delle sue comparse, i suoi sguardi serissimi in macchina, i suoi playback a bocca chiusa, arrivarono, grazie al solito signore in bianco, nelle nostre case.

I più vecchi ne conoscevano i trascorsi con la musica sperimentale negli anni 70 e per loro probabilmente questa immersione nel pop fu una sorpresa.
Ma in noi ragazzini il contrasto tra l’ immagine da funzionario pubblico ed i testi visionari, tra le danze retro’ e i suoni sintetici innescò un clic impensabile.
E Battiato, una delle menti migliori della sua generazione, divenne all’improvviso la più improbabile delle pop star.
La prima a svecchiare in un attimo la classica retorica del cantautore e seminando il terreno per cose che sarebbero arrivate dopo (qualcuno ha detto Cccp ?).
Carlo Massarini propose anche una puntata speciale con visita alla Factory di Battiato. Una Factory che pareva più una cucina che uno studio di registrazione, con protagonisti personaggi come Giusto Pio, Alberto Radius, Angelo Carrara certo non affascinanti come Gerard Malanga, Lou Reed o Nico ma in qualche modo altrettanto irripetibili.
“Noi siamo delle lucciole che stanno nelle tenebre”

Ettore Craca

"Nel suono, nella pagina, nel viaggio, nell'amore io sono. In ogni altro luogo e tempo non sono".