Xavier Rudd, un anima australiana al Concordia di Venaria

Mi aspettavo un concerto molto mistico ed empatico ma l’ingresso in sala è stato più simile al tratto di autostrada, a febbraio, tra Rovigo e Occhiobello.

Una folta coltre di fumo densa, al primo impatto inquietante, ha chiarito subito quanta profondità e empatia ci avrebbe avvolto durante il concerto di Xavier Ruud al teatro Concordia di Venaria.

Prima di lui alle 20, sale sul palco Bobby Alu, tra armonie morbide, ritmi ispirati a un forte lignaggio familiare di performance polinesiane e un groove senza pretese, producono un crescere graduale che induce il sorriso anche ad a chi lo ascolta per la prima volta

“Muovere ed essere mosso, trova il tuo flow e vai in giro ogni giorno al ritmo della tua creazione”

Questo è il tema del cantante, strummer ukulele e batterista di Byron e le sue canzoni hanno un modo per intrufolarsi nel subconscio e prendere residenza.  È il curatore della calma: trasmette vibrazioni da isola con un leggero ottimismo piuttosto che istruzioni energiche e incoraggia il tipo di riflessione che si ottiene meglio che su un’amaca.

Anche se non sono solo palme e sogni ad occhi aperti, c’è una forte energia nella padronanza di Alu dei tradizionali tamburi di legno samoani e una vitalità nel suo modo di scrivere canzoni che strizza l’occhio al mondo, alle radici e all’intelligenza pop.

Alle 21 è l’ora di Xavier Ruud, il fumo tra il pubblico si è un po’ diradato ma sul palco l’atmosfera è sempre molto evocativa e spirituale. Sale sul palco e si dirige verso la sua postazione dove viene “inghiottito” dalla sua impalcatura sempre  più complessa ed elaborata di didgeridoo e percussioni.

Il concerto è un balsamo acustico avvolgente che trova rifugio nelle semplici benedizioni del riposo, della compagnia e dell’appartenenza in un mondo frenetico.

Chitarra acustica alla mano e  Xavier Rudd si sposta per continuare il live nella seconda postazione per portare il pubblico in un abbraccio mistico ed empatico. Non è raro vedere tra il pubblico commozione, emozione e abbracci tra amici, familiari e fidanzati.

Oggi, l’inarrestabile arco ascendente di Xavier è tra le storie di successo più sorprendenti del nostro tempo. In un panorama dove personaggi più celebri sono andati e venuti come fuochi d’artificio, il suo falò cresce costantemente: un faro per il tipo di fan della musica che cerca sostentamento in un mondo di fast food.

Il vento che soffia, i suoni della natura e i richiami mistici di una cultura dello spirito creano un’immagine ricorrente che parla di uno spazio aperto e dei meravigliosi elementi naturali che lo modellano: una forza molto più grande di noi, ma a sfruttare se ci prendiamo il tempo per imparare, riflettere e rispettarne i modi.

Xavier Rudd è un one-man band, circondato da svariati strumenti musicali ordinati in maniera complicata: didgerodoo su di un supporto dinnanzi a sé, una chitarra sulle sue gambe, uno stompbox ai suoi piedi e vicino, pronti all’uso, tutta una serie di bassi, banjo, armoniche e tamburi.

Molte delle canzoni di Rudd vertono su temi socialmente impegnati, quali l’ambientalismo e i diritti degli aborigeni, che spesso prestano le proprie voci nei suoi brani.ck

Le immagini del concerto al Teatro Concordia di Venaria di Luca Moschini