Hypnotized. Notwist al Circolo della Musica di Rivoli

 

“Neon Golden” e il suo seguito “The Devil, You & Me” sono tra i dischi che ho ascoltato di più negli anni duemila ma ammetto di aver perso di vista il gruppo tedesco dopo che li vidi suonare dal vivo all’Hiroshima quasi dieci anni fa. Non mi piacquero, trovai il suono troppo squilibrato verso un’elettronica da sala giochi troppo lontana da quella perfetta miscela di rock, folk, elettronica minimale e spleen che me li faceva piacere. Ascoltai distrattamente “Close the Glass” del 2014 e non essendo troppo avvezzo ai dischi dal vivo non considerai per nulla il loro live del 2016. Li abbandonai a tal punto da non sapere nemmeno che la loro ultima uscita discografica ad oggi è “The Messier Object”, una raccolta di 16 brani (più uno) che erano sparpagliati come b-sides, colonne sonore per il teatro e altri progetti. Cose laterali. Mi libero tardi da alcuni impegni e solo all’ultimo momento decido di andare al concerto. Ho la fortuna di avere un accredito “foto” perché scopro con immenso piacere per gli organizzatori che il concerto è andato Sold-Out. É il primo meritatissimo “tutto esaurito” della nuova stagione all’ex Maison-Musique di Rivoli che ha un cartellone fitto fitto di altri imperdibili appuntamenti.
Poco dopo le 22 il gruppo sale sul palco e Marcus Archer annuncia che il concerto sarà diviso in due parti, durante la prima ora suoneranno musiche composte per teatro e cinema e nella seconda “canzoni normali” (l’ha detto in italiano!).
A volte è meglio arrivare con le orecchie vergini: ho ascoltato della musica che non conoscevo, talmente bella che ricomincerei da capo. Molti dei pezzi sono molto minimali, cinematici e con pochi cambi di ritmo e accordi ma di una bellezza struggente, perfettamente abbinata alla pioggia novembrina che cade fuori. Sono piccoli quadretti prevalentemente strumentali e fatti di poche cose: tastiere sfiorate, qualche percussione, uno xylofono, chitarre effettate in secondo piano , elettronica morbida, il basso a irrobustire un suono delicato e corposo insieme. Alla fine parte un brano lungo che scopro oggi intitolarsi Das Spiel Ist Aus ed è una cosa bellissima, Krauta e modernissima, sono i Can, i Neu! e i Faust mischiati insieme. Motorik e strumenti in libertà e verso il finale compare una tromba ad aggiungere colori iridescenti. La prima parte finisce in tripudio, credo che nessuno dei presenti si aspettasse una cosa del genere.
L’abbandono di certa elettronica plasticosa che mi aveva fatto disamorare del gruppo dei fratelli Acher è la migliore sorpresa che riserva la seconda parte del concerto. Ora il gruppo affronta i brani con un piglio molto più maturo e concreto. Molte loro canzoni possiamo ritenerle classiche. Lineri è scura e notturna, Kong viaggia come una scheggia sull’asfalto bagnato, Pick Up The Phone è la solita dolce carezza pop, Consequence è per gli amori non corrisposti e Pilot ha una deriva techno che la rende irresistibile. Poi il folk dimesso di Gone Gone Gone manda a casa un (educatissimo) pubblico in visibilio. Dopo il concerto loro sono rilassati e gentilissimi, scambiamo due chiacchiere.
Ho ritrovato uno dei miei gruppi preferiti, i Notwist sono tornati a piacermi e ne sono felicissimo.
Mi pento di non aver comprato “Messier Object” al banchetto. Il live invece l’ho portato a casa, in vinile.
Autografato.

Roberto Remondino

Roberto Remondino

"Wishin' and hopin' and thinkin' and prayin' Plannin' and dreamin' each night of her charms That won't get you into her arms So if you're lookin' to find love you can share All you gotta do is hold her and kiss her and love her And show her that you care".