A Berlino che giorno è? (3 di 3)

31 Ottobre 2017

Non c’è stato quasi il tempo di fare mente locale.
Più d’uno nel nostro gruppo non ricordava se a Berlino ci fossero stati attentati.
-Si mi sembra un anno fa…. Forse prima di Natale, un camion sulla folla sui mercatini.
-Sai che non me lo ricordavo? Ora qui davanti a questi ceri mi è tornato in mente.
-Ma è davvero che ormai ci stiamo facendo il callo, non fa quasi più notizia
– già è vero, ma qui davanti alla parola Warum? (Perché?) e a queste foto mi è passato un brivido sulla nuca
– si ma passerà a breve e dimenticherai di nuovo. Oppure lo ricorderai perché sei stato qui ma dimenticherai gli altri.
– è inevitabile, crudele e inevitabile. Lo so. Ogni nuovo attentato cancella un po’ di più il ricordo degli altri. Non si scappa.
Un nuovo attentato a New York oggi.
Altre 7 persone morte, altri ceri, altri fiori, altre famiglie spezzate in due, uomini e donne spezzati in due da mezzi uomini, un altro calcio all’indietro alle tragedie precedenti, a riportarle verso l’oblio.

Halber Mensch
Geh weiter, in jede Richtung
Wir haben Wahrheiten für dich
Aufgestellt
Halber Mensch

 

1 novembre 2017

Sono sul volo di ritorno.
Ho il corpo stanco ma il cuore leggero nonostante il grigio piombo oppressivo che sta seduto oggi a peso morto sulla capitale della Germania.
Mi lascia stordito il pensiero che questo che viviamo sia il ventottesimo anno dalla caduta del Muro.
Ventotto anni passati da quelle immagini viste in Tv che mi avevano fatto sentire per la prima volta testimone di un momento che era Storia con la s maiuscola.
Ne sentivo in pieno la forza attraverso un moto di profonda commozione, frutto probabile di quella singola giornata di marzo dell’85 trascorsa tra Unter den Linden e Alexanderplatz al di la del Muro, sotto un cielo come questo, camminando in una città marrone alla ricerca di risposte negli sguardi dei passanti, cittadini della Ddr.
Ventotto anni da allora. Ventotto come gli anni trascorsi dai Berlinesi divisi dal Muro che, come lama affilata, ne aveva tagliato le carni lasciando scoperte le ossa

Let me see you stripped down to the bone

In cinquantasei anni quello vissuto dall’Europa è stato un viaggio di andata e ritorno. L’afflato dell’89 che ha portato più o meno tutti a credere in un’unità possibile tra europei fondata sulla solidarietà, sul dialogo e sull’aiuto reciproco si è spento progressivamente per molteplici ragioni.
Il “mai più divisi” si è smaltato su un muro di diffidenza ed interessi particolari resistente non meno del Muro di cemento rimasto in piedi dal 61 all’89.
Un cerchio chiuso che si era aperto e si sta richiudendo amaramente.
E a proposito di cerchi che si chiudono….
È stato un viaggio impegnativo, più di altre volte, impegnativo ma appagante.
La compagnia variegata come non mai.
Una coppia di cari amici con un bimbo piccolo, mio fratello, un altro amico fraterno ed i miei genitori anziani. Purtroppo non la mia compagna Paola, né mia figlia.
Conciliare le esigenze diverse ha richiesto molta programmazione, attenzione, pazienza, previsione, qualche rinuncia.
Un dispendio energetico che può mal conciliarsi con l’idea di relax collegata normalmente ad una vacanza.
Eppure ne sono ampiamente ripagato.
Totalmente.
Più di tutto grazie allo sguardo soddisfatto di mia madre e di mio padre che hanno coronato un desiderio a lungo covato, nonostante i limiti imposti dall’età, le loro paure di non farcela, il loro timore di sentirsi un peso.
Rallentare il passo per attenderli, fermarsi a rispondere alle loro domande, attardarsi a tradurre e spiegare.
Tutti passaggi che dentro di me sono stati vissuti come la chiusura di un cerchio, il cui tratto di partenza aveva visto loro fare le stesse cose per me ed i miei fratelli.
Condividere con loro la Capitale cui più sono legato è stato appagante ed emozionante.
Una cosa che dovevo loro e che volevo fare.
E loro sono stati bravissimi.

Faraway, so close
Up with the static and the radio
With satellite television
You can go anywhere
Miami, New Orleans
London, Belfast and Berlin

 

Ettore Craca

Ettore Craca

"Nel suono, nella pagina, nel viaggio, nell'amore io sono. In ogni altro luogo e tempo non sono".