Last Great American Whale: Lou Reed (1989)

E’ il 1989 quando Lou Reed da alle stampe NEW YORK la sua elegia alla città che ne ha segnato l’esistenza e a cui ha già dedicato fior di canzoni sia da solista che da leader dei Velvet Underground.
Il disco è acclamato da pubblico e critici come un ritorno a ciò che Lou sa fare meglio in quanto è proprio lui ad averlo inventato: Rock crudo, aspro e diretto che racconta i sogni e gli incubi che si manifestano sulle strade della metropoli ogni giorno.
Reed narra la sua città attraverso 14 brani che sono come altrettanti capitoli di un libro, lo fa chiamando in causa i personaggi più disparati ritratti nel loro ambiente quotidiano , usando registri che vanno dallo sfottente sberleffo, al ringhio rabbioso, dalla tenerezza commossa, all’accorata indignazione.
Tra questi capitoli quello che meno appare connesso alla mitologia della Grande Mela e’ “Last Great American Whale” una dedica al cetaceo signore degli oceani che inizia con un magniloquente eppur divertente ritratto della creatura animale più grande esistente sulla terra che viene descritto con tre aggettivi: Ultimo, Grande e soprattutto Americano.
E’ dopo la descrizione che inizia il racconto, una parabola che narra di un capo di una tribù pellirosse che ha ucciso il figlio razzista del sindaco di una città sul mare della Carolina, sapendo che questo gesto l’avrebbe condannato a morte.
La tribù si raccoglie, canta e danza per provocare una tempesta, in risposta, quasi per magia la grande balena bianca al largo della città con un balzo ed un tuffo crea un’ onda anomala tale da distruggere il carcere dove il capo indiano è rinchiuso liberandolo.
I bianchi muoiono tutti annegati, i neri e i rossi si liberano.
Ma non tutto termina nel migliore dei modi dato che un bifolco affiliato alla National Rifle Association tira fuori un bazooka dal garage e spara un arpione che uccide la Balena
Reed costruisce una parabola di pura fantasia in cui la balena diventa il deus ex machina di una volontà superiore che punisce l’ingiusto ma finisce per soccombere alla mano dell’uomo americano che ha dimenticato qualsiasi valore, per primo quello del rispetto per la natura.
Lou chiude il brano su un registro che abbandona del tutto la metafora per descrivere il suo disprezzo per la maggioranza del popolo americano, un popolo totalmente privo di lungimiranza che vive guardandosi l’ombelico a cui non frega nulla della bellezza, del mondo animale, e tanto meno degli appartenenti alla sua stessa razza.
Un invettiva disgustata che si chiude alla maniera di Lou con uno sberleffo sprezzante in cui cita John Cougar Mellencamp (il pittore Donald) ed un invito all’ascoltatore a prendere le distanze e a non credere a quanto gli viene raccontato e a quanto gli viene mostrato di un paese che e’ avvelenato.

 

LAST GREAT AMERICAN WHALE

They say he didn’t have an enemy
his was a greatness to behold
He was the last surviving progeny
the last one on this side of the world
He measured a half mile from tip to tail
silver and black with powerful fins
They say he could split a mountain in two
that’s how we got the Grand Canyon
Last great American whale
last great American whale
Last great American whale
last great American whale
Some say they saw him at the Great Lakes
some say they saw him off of Florida
My mother said she saw him in Chinatown
but you can’t always trust your mother
Off the Carolinas the sun shines brightly in the day
the lighthouse glows ghostly there at night
The chief of a local tribe had killed a racist mayor’s son
and he’d been on death row since 1958
The mayor’s kid was a rowdy pig
spit on Indians and lots worse
The old chief buried a hatchet in his head
life compared to death for him seemed worse
The tribal brothers gathered in the lighthouse to sing
and tried to conjure up a storm or rain
The harbor parted the great whale sprang full up
and caused a hugh tidal wave
The wave crushed the jail and freed the chief
the tribe let out a roar
The whites were drowned the browns and reds set free
but sadly one thing more
Some local yokel member of the NRA
kept a bazooka in his living room
And thinking he had the chief in his sight
blew the whale’s brains out with a lead harpoon
Last great American whale
last great American whale
Last great American whale
last great American whale
Well Americans don’t care for much of anything
land and water the least
And animal life is low on the totem pole
with human life not worth more than infected yeast
Americans don’t care too much for beauty
they’ll shit in a river, dump battery acid in a stream
They’ll watch dead rats wash up on the beach
and complain if they can’t swim
They say things are done for the majority
don’t believe half of what you see
and none of what you hear
It’s like what my painter friend Donald said to me
“Stick a fork in their ass
and turn them over, they’re done”

L’ULTIMA GRANDE BALENA AMERICANA

Dicono che non avesse nemici
la sua era una grandezza immensa
era l’ultima della sua specie
l’ultima da questa parte del mondo
Misurava mezzo miglio da capo a coda
argentata e nera con le pinne possenti
dicono che avrebbe potuto spezzare in due una montagna
ecco come è nato il Grand Canyon
L’ultima grande balena americana
l’ultima grande balena americana
l’ultima grande balena americana
l’ultima grande balena americana
Qualcuno dice di averla vista nella regione dei Grandi Laghi
altri affermano di averla avvistata al largo della Florida
mia madre insiste di averla vista a Chinatown
ma non puoi sempre credere a tua madre.
Durante il giorno il sole splende luminoso al largo della Carolina
il faro splende spettrale nella notte
il capo di una tribù locale aveva ucciso il figlio di un sindaco razzista
e stava nel braccio della morte dal 1958
Il figlio del sindaco era un porco arrogante
sputava sui pellerossa e faceva anche di peggio
il vecchio capo gli conficcò un’ascia nel cranio
la vita gli sembrava peggiore della morte
I fratelli della tribù si trovarono al faro per cantare
e cercarono di invocare una tempesta o la pioggia
il porto si squarciò
e la grande balena emerse provocando una gigantesca ondata
L’ondata distrusse la prigione e liberò il capo
la tribù lanciò un urlo
i bianchi erano annegati i neri e i rossi erano liberi
ma sfortunatamente c’era dell’altro
Un bifolco locale membro del NRA
teneva un bazooka nel soggiorno
e pensando di avere sotto tiro il Capo
fece saltare le cervella alla balena con un arpione di piombo
L’ultima grande balena americana
l’ultima grande balena americana
l’ultima grande balena americana
l’ultima grande balena americana
Beh, agli americani non importa niente di niente
men che mai dell’acqua e della terra
e la vita animale sta nella parte più bassa del loro totem
con la vita umana che vale meno di schiuma infetta
Agli americani non frega niente della bellezza
cagano nei fiumi, scaricano l’acido delle batterie nei ruscelli
guardano i ratti morti sbattuti sulla spiaggia
e si lamentano se non possono farsi il bagno
Dicono che le cose sono fatte per la Maggioranza
non credere alla metà di ciò che vedi
e a niente di ciò che senti
è un po’ quello che mi diceva il mio amico pittore Donald:
“ficca loro una forchetta in culo
e voltali: sono pronti

 

 

Ettore Craca

Ettore Craca

"Nel suono, nella pagina, nel viaggio, nell'amore io sono. In ogni altro luogo e tempo non sono".