Blinded by the light (by Gurinder Chadha)

blinded by the lightMi reco al Cinema l’ultimo giorno utile per poter assistere alla proiezione in lingua originale. Attirato dai diversi elementi caratterizzanti questa pellicola che – tratta da una storia vera – fotografa l’Inghilterra di fine eighties. Si aggiunga il Boss come colonna sonora e fonte di ispirazione per il protagonista del film, un ragazzino pakistano trapiantato in quel di Luton, che vede la luce ascoltando una sua musicassetta (sniff).
A tratti si sfiora il Musical, alcune scene accennano a balletti on the road che tutto subito mi spiazzano ma alla fine sono accettabili. Tematiche già affrontate in altre occasioni – “Sognando Beckham” è una produzione della medesima regista – con una famiglia pakistana ancorata alle proprie tradizioni, figli che cercano di “fare” gli inglesi e smarcarsi dagli assurdi vincoli che vuole imporre l’antiquatissimo genitore. In particolare Javed, poeta e scrittore in erba, che sogna appunto di diventarlo in pianta stabile.
L’incontro con un’ insegnante illuminata lo induce a persevare con le sue composizioni, tra mille peripezie. Un padre all’antica che non vuole capirlo, la disoccupazione, il razzismo e la violenza di certi inglesi (paragonabile agli ultimi tristi eventi italici), il rapporto con le ragazze, l’amicizia e non ultimo l’incontro con Springsteen e i suoi testi, in cui il protagonista riesce ad immedesimarsi e delineare una propria forma di espressione. C’è da dire che se amate Bruce qualche lacrimuccia potrebbe scendere, a me è capitato riascoltando Thunder Road (la mia preferita di sempre), le solite debolezze da bipede mortale…
Per concludere, sicuramente roba già vista, solo presentata con una formula un po’ diversa. Una sorta di “favoletta” a lieto fine, tutto sommato gradevole, certamente consigliabile. I nostri ragazzi dovrebbero vederlo, per il messaggio che passa. Quello di credere in cosa si fa, non rinunciare quantomeno a provarci, qualsiasi vocazione si abbia. Nella speranza di poter trovare una figura simile all’insegnante di Javed per poter spiccare il volo…

Sandro Clash

Sandro Clash

Salpo oggi, per la prima volta, su questa splendida nave, sapendo già che tipo di gente andrò ad incontrare e questo mi aiuta non poco. Al pari dei miei contributi su Gang Communia (che riprenderò prestissimo a fornire) tengo a precisare di non essere altro che un semplice appassionato di Musica/Cinema/Libri. Non aspettatevi perciò da me la raffinatezza degli altri amici partecipanti, i quali uniscono passione a competenza, scrivendo in modo sublime. Ecco io mi aggiusto, come si suol dire, sperando di trasferire a voi un po’ delle mie sensazioni, senza grosse pretese ma certamente con grande sincerità e trasporto. Siate quindi clementi con me, si parte.