Top Stories

A volte, con gli altri.

Mick Harvey & Sometimes With Others – Torino, sPAZIO211 – 11 maggio 2023


Avete presente quelle feste di compleanno delle elementari? Quando il festeggiato ha un vestito impeccabile, la corona, siede su una plasticosa sedia a forma di trono, sfoggia un bellissimo sorriso mentre gli altri cantano “Tanti Auguri” un istante prima che soffi garbatamente verso le candeline posizionate in perfetto equilibrio su una invitante torta al cioccolato di tre piani grondante glassa? E avete presente quel compagnuccio con le orecchie a sventola che arriva vestito con i pantaloni di velluto a coste del fratello più grande risvoltati?
Quello che nessuno ha visto arrivare, anche se ha portato pure lui un bel pacchetto colorato e col fiocco grande.
Nessuno ci avrebbe scommesso, eh. Però è il suo il regalo più bello, quello pensato con più affetto e cura. E soprattutto è lui che sussurrando qualcosa alla più carina della classe la fa ridere di gusto e prima della fine della festa la bacia pure.
Succede.


Così come è successo che ieri sera, convinta di assistere al concerto di Mick Harvey e Amanda Acevedo, al centro del palco, io sia rimasta invece folgorata da J. P. Shilo e Mika Bajinski, chitarristi e voci superbe, capaci di rendere profonda e magica la sala dello Spazio211.
Questione di carisma, credo.
Dello sguardo di Shilo, seducente e lontano, e della voce intensa di Mika che suona a occhi chiusi, capace di fare luce e buio contemporaneamente.
Un concerto intriso di sensualità e di calore, con i corpi del pubblico mossi e dondolanti al ritmo incantevole di “Song to the Siren“, capolavoro delicato e struggente di  Tim Buckley, amatissima nella versione dei This Mortal Coil.


La chitarra di Shilo si infiamma nell’esecuzione del suo pezzo “Voodoo Talking“: la voce, nemmeno a dirlo, manda in estasi, ed è in “Invisible You” che si sente quasi tra le labbra la polvere delle strade sterrate che canta Emidio Clementi, nel suo Motel Chronicles, la stessa feroce poetica malata di Nick Cave, il medesimo panorama emozionale in cui lasciar vagabondare il cuore.
Due i pezzi che anticipano l’album di duetti di Harvey e Acevedo in uscita a Settembre, “Phantasmagoria in blue”: “Milk and honey” di Jackson C. Frank, sfortunato cantautore statunitense, che Amanda interpreta con dolcissima malinconia e “Love is a Battlefield” di Pat Benatar.


La musica continua con “Bonnie and Clyde“, pezzo straordinario di Serge Gainsbourg al quale Harvey ha dedicato ben quattro album, frutto di un lavoro accurato di traduzione dal francese all’inglese di oltre sessanta canzoni, riuscendo a rendere perfettamente la nostalgia ruvida e roca del cantante parigino.


Dall’album “Nous” dei Sometimes With Others, con cui Harvey è in tour, “Easy as a Gun“, cupa e dannata, immerge la sala in una atmosfera noir e onirica, complice il violoncello di Marie–Claire Schlameus e “Hey, Hey les Cheveaux“.
Chiudono il concerto Mika e JP con “Whole Lotta Love“, dei Led Zeppelin, alla quale regalano un suono blues profondo, elegante: impossibile non pensare all’amore.
Dall’inizio alla fine.














Valeria Di Tano

"Vivo circondata da storie e parole per lavoro e soprattutto per passione. Le uso come mattoni per costruire, come labbra da baciare e come aria da respirare. Leggo, scrivo e sorrido. Tutto in equilibrio sui tacchi a spillo."