Salmo cavalca il fulmine nella notte torinese!

Devo ammetterlo, non seguivo Salmo molto bene, ascolti in auto, qualche live in streaming, ma è stato al centro di molte chiacchierate con amici molto distanti tra loro musicalmente e la cosa mi ha incuriosito parecchio. Approfondendolo ho scoperto che dietro l’immagine del classico rapper si cela un artista sorprendente e nel live ancora di più.

Domenica sera fa freddo quindi decido di entrare un po’ prima al Palaalpitour e mi colpisce subito quanto il pubblico sia eterogeneo: adolescenti in gruppo, coppie abbracciate che bevono Coca Cola, 40enni casual, alcune giovani famiglie con figli e si… ci sono anche i tamarri. Confesso che se avessi dovuto indovinare che genere di concerto fosse dal tipo di pubblico, mi sarei trovato in difficoltà.

E in effetti non lo si può catalogare, perché Salmo non può essere inquadrato in solo genere. Certo quello prevalente è il Rap ma, anche grazie alla Superband “Le Carie”, porta sul palco uno show poliedrico, sorprendente ed estremamente originale.

Quando Salmo salta fuori dalla sua botola fa esplodere il pubblico con un rock potente su cui lima le sue rime alla perfezione. Nessuna base tutto live, e che live!

La band lo segue e lui segue la band, c’è un’alchimia decisamente rara, che toglie il fiato e i pezzi vanno via uno dietro l’altro aumentando la carica adrenalinica del Palaalpituor.

Anche la distanza tra il pubblico e il palco è praticamente azzerata e questo fa si che si crei una vicinanza che è sempre più rara nei “grossi eventi”.

Per aumentare ancora la magia e la partecipazione, ma anche per definire ulteriormente il valore artistico dello show, un concept visual prodotto da Reef Studio e sviluppato da Fr3nk Zappa e Andrea Folino, accompagna ogni brano in piena simbiosi con la musica e il tema della canzone.

I visual si sviluppano per tutto il concerto accompagnati da fiammate coerenti con il resto della scenografia e della musica e si esprimono al meglio con alcuni effetti tridimensionali e in un discorso del suo avatar, scritto utilizzando l’intelligenza artificiale, che si alterna al vero Salmo, che inquieta non poco, portando a ragionare sul valore artistico dell’uomo e della sua “concorrenza” digitale.

Le sorprese continuano con la “traversata” su un materassino gonfiabile sorretto e spinto dal suo pubblico su tutto il parterre. Si crea così ancora più intimità e aggregazione. Ormai è festa!

L’energia del palco principale si trasferisce nell’intimità nostalgica del secondo dove inizia un set acustico che dimostra, se ce n’è fosse ancora bisogno, dell’alta qualità dei musicisti e della poliedricità di Salmo. Le canzoni risuonano nella forma più pura.

Ma non è finita, anche se parte del pubblico già felice per questa doppia versione non lo sa e accenna una ritirata, Salmo risale sul palco principale e, insieme a Dj. Damianito, offre un dj set che fa ballare tutto il pubblico. Sembra di essere ad una festa e nessuno accenna a voler andare via, la musica si intreccia con i brani di Salmo che canta altri suoi brani, la band che sale sul palco e conclude questo tour nei palazzetti abbracciandosi.

Hanno fatto un ottimo lavoro, tutto è andato per il meglio e lo sanno. L’urlo liberatorio di Salmo mentre scende dal palco racchiude tutto questo.

Ah dimenticavo Salmo torna a marzo, ve lo consiglio personalmente.

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