TOdays Festival 2021 – Day 2

Al TOdays si inizia sempre con il freno a mano un po’ tirato, gli orari sono rispettati rigorosamente e qualcuno che se ne dimentica, arriva in ritardo. E questa volta è un problema per lui, perché la prima band è una di quelle stellari e non solo per il panorama musicale italiano. I Hate My Village è “il supergruppo musicale italiano” per eccellenza, il meglio delle rispettive band di origine a partire da Adriano “guitar hero” Viterbini, che sempre si porta dentro l’eco dei Bud Spencer Blues Explosion e Fabio Rondanini, prima arma dei Calibro 35, oggi anche con qli Afterhours e in tanti altri contesti dove la musica e la qualità delle percussioni si fa spessore. Assieme a loro Alberto Ferrari, deus ex machina dei Verdena e Marco Fasolo in veste di produttore.
Sul palco suoni nel solco dell’afro-beat e della psichedelia del nuovo album “Gibbone”, lavoro che si mantiene all’interno della cifra stilistica del progetto, tra ispirazioni africane e punk, ma che non manca di esplorare anche nuovi orizzonti.
Un’ora sempre godibile, aperta dall’irresistibile mood di “Yellowblack ”, fortunato nuovo singolo. dovuta sia all’originalità dei suoni ma anche alla classica e potente vena da performer della band.
Alzano decisamente il tiro e un nutrito gruppo di fan si fa sentire. L’ambiente si scalda e si torna a respirare l’aria e a vivere l’atmosfera che solo il TOdays Festival sa offrire.
Ma come da prassi, questo festival sorprende sempre, tutto e tutti. Ecco arivare i Black Midi, attesi da molti, anche con grande curiosità. A due anni dal debutto con “Schlagenheim”, in molte delle classifiche dei migliori album del 2019, sono saliti sul palco con in canna il nuovo album “Cavalcade”.
Difficile davvero entrare in sintonia con loro, o forse, al contrario, facilissimo, i BM mettono insieme tutto e forse pure troppo. Dal rock al punk, fino al complesso math rock, un genere musicale derivato dal rock sperimentale, caratterizzato strutture ritmiche complesse con sonorità davvero fuori dagli schemi, imperniate su accordi dissonanti e da una notevole dose di sperimentazione. Ne esce davvero un gran bel “mischione”, che potrei sintetizzare rubando la citazione all’amico Hamilton, “Black Midi, ci piace la musica e la suoniamo tutta quanta insieme”.
Se le attese erano quelle di sconvolgere prima l’underground musicale, per poi passare alla conquista di scene più ampie, con questo mix di tradizione e modernità, messi insieme apposta per disorientare, allora possiamo dire che ci sono riusciti al 100%.
Esattamente come per l’atto precedente, avviene ancora l’ennesima giravolta, degna del miglior Belotti contro il Sassuolo. Infatti il palco cambia e cambia l’aria, l’atmosfera e le facce delle persone, che sono comunque le stesse di prima.
Infatti è il momento di Teho Teardo, pseudonimo di Mauro Teardo, ormai affermato compositore italiano noto soprattutto per le molte colonne sonore per film e documentari. Per inquadrare il personaggio ci basti ricordare che è capace di passare dalle collaborazioni con Enda Walsh, nella scrittura delle musiche per Medicine, il nuovo spettacolo del drammaturgo irlandese (già noto per aver scritto “Lazarus” conDavid Bowie) a quelle con Blixa Bargeld, carismatico leader degli Einsturzende Neubauten.
Ma qui al TOdays, come aveva anticipato Gianluca Gozzi presentando il Festival, Teho si supera. Il suo lavoro è di quelli da pelle d’oca, ovvero la sonorizzazione de “La Jetée”, celebre film di Chris Marker, regista, sceneggiatore, produttore e fotografo francese, vero personaggio di culto nel modo delle arti visive. Le sue parole (di Teho, ndr): “Precluso il futuro, la speranza è nel passato. Precluso lo spazio, la speranza è nel tempo”.
Un insieme di musica ed immagini, accompagnate dal prezioso duo di archi, Laura Bisceglia al violoncello e Ambra Chiara Michelangeli alla viola, perfettamente inserito nei suoni di Teho, fatti di chitarra baritona, elettronica e campane.
La voglia di esplorare il film e riscriverne la colonna sonora lo hanno portato a realizzare un cortometraggio,A Man Falling”, che completa questo ambizioso progetto. Qualcosa che al TOdays mancava e che ci ha portato, in qualche modo, alla memoria il 2016, quando all’EX-Incet si esibì il maestro John Carpenter, segnando un indelebile solco nella musica live a Torino.

Paolo Pavan

“Istinto, gioco, passione, lavoro. La fotografia è un po’ tutto questo e qualcosa, alla fine, ti resta sempre.”