I Morphine e le sliding doors del Rock

Il ruolo del caso nell’universo e nella nostra vita è da sempre sottovalutato. Ci piace pensare che ci sia sempre un motivo per tutto ciò che accade, in positivo e in negativo. Non possiamo farci molto. Siamo così da sempre. Sono fatti così anche gli altri animali, come i piccioni ad esempio, che sono anch’essi superstiziosi. La verità è che in moltissimi casi basta realmente il famoso battito d’ali di una farfalla in Egitto per scatenare un tornado in Australia. Il biologo Stephen Jay Gould amava ripetere che se si riavvolgesse il nastro della storia dell’universo infinite volte avremmo infiniti esiti diversi, infinite storie alternative e finali “possibili” che poi in effetti non si sono concretizzati.
Cosa sarebbe successo, ad esempio, se Chuck Berry, Jimi Hendrix, i Pink Floyd e compagnia suonante avessero messo a disposizione le loro capacità di veicolare il loro Rock in maniera molto Pop utilizzando al posto della chitarra elettrica un sassofono, un sassofono baritono per la precisione?
Sembra essere davvero quello che hanno pensato Mark Sandman e i suoi Morphine mentre provavano a farlo, per permetterci di assaporare un altro finale possibile, una realtà alternativa terribilmente cool e sensuale.I Morphine sono composti da Mark Sandman che suona un basso a due corde, fretless (senza tasti), tutto slide e sensualità e cantante dai toni caldi e ammalianti; Dana Colley al sassofono baritono, sassofono tenore e seconde voci; Billy Conway dapprima e Jerome Deupree poi alla batteria e alle percussioni. Niente chitarre elettriche, niente chitarre acustiche, niente pianoforti. Il risultato è sorprendente. La linea melodica, così essenziale e sinuosa si regge in un gioco di scambi ammiccanti e consenzienti tra il basso e il sax con la batteria a dirigere il traffico in maniera elegante e diligente e con la voce di Sandman a fare da collante in uno scenario così inedito e così riuscito che ha regalato alla storia della musica almeno 3 album sorprendenti, dove il sax vince l’oscar come migliore sceneggiatura non originale nel suo tentativo riuscitissimo di reinterpretare il ruolo che la chitarra elettrica ha sempre rivestito in una formazione a 3 elementi: sostanza, contenuto e pazzia, “la locura”, sempre pronta con i suoi assoli (se non dozzinali) a dare quel tocco personale e fantasioso alla composizione. Come dimenticare le atmosfere noir e decadenti dell’album “Good” del 1992, gli abiti da sera sfoggiati in “Cure for pain” del 1993 e il sesso di “Yes” del 1995, immortalato anche dal sempre musicalmente recettivo Carlo Verdone nel suo “Viaggi di Nozze” dello stesso anno, con i memorabili e innumerevoli cambi d’abito della bellissima Jessica (Claudia Gerini) davanti al compiaciuto Ivano (Carlo Verdone) con il sottofondo di “Super sex”, irresistibile traccia estratta da “Yes”.
La storia dei Morphine termina il 3 Luglio del 1999 con la morte sul palco, durante un concerto in Italia, di Mark Sandman, a soli 46 anni. Molto Rock&Roll, anche questo.

Andrea Castelli

Andrea Castelli

“All I want in life is a little bit of love to take the pain away, getting strong today, a giant step each day” (“Ladies and Gentlemen we’re floating in space” - Spiritualized)