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Vedremo – Gli occhi di chi ha fatto il Vietnam

Buio presto – 18 marzo 2020

Quando per un periodo ci si sente rinchiusi senza volerlo, senza avere la certezza di sapere esattamente cosa accadrà domani; quando un eremo in montagna al di fuori dalla civiltà e una città di un milione di abitanti sembrano quasi essere lo stesso posto, a causa di un qualcosa di più grande di noi che ci rinchiude e ci preoccupa, è lì che si trova rifugio nella nuova sfera di quotidianità che ci si ritaglia. Ed ecco come si decide di ascoltare un disco e recensirlo, senza che la pubblica opinione lo richieda. Buona lettura, mi auguro.
A partire dal nome del progetto di Luca Fois, artista della mia amata Sardegna, già voce dei Quercia, possiamo immaginare quella che è la sua musica. “Gli occhi di chi ha fatto il Vietnam”, nome che ci risuona bizzarro e forse alienato come lo sguardo da post traumatic stress disorder dei soldati americani ritornati a casa, riesce con i suoi bassi marcati e le sue sonorità prettamente lo-fi a estraniarti per un attimo dal mondo che ci circonda, pur essendoci completamente dentro. Esattamente come i combattenti di Occidente, con la vista annebbiata e le orecchie assordate dai rumori delle bombe, anche noi in questo momento, seppur in misura decisamente minore, stiamo combattendo contro un non-sappiamo-ché di inimmaginabile, distruttivo e alienante. “Vedremo” si adatta perfettamente a quello che stiamo vivendo: è esattamente quella cornice che riempie il quadro delle nostre giornate vuote in cui tentiamo di far combaciare la routine vetusta senza muoverci. È un lavoro da ascoltare ad occhi chiusi, forse per ora non proprio per stomaci deboli; il lavoro di Fois ci trasmette una sensazione di nostalgia per qualcosa o qualcuno, mista a una sensazione di malinconia che allo stesso tempo accarezza l’udito con bassi marcati e synth lo-fi. La parte più riuscita sono i testi, che intervallano pensieri sia in prima persona, sia le fugaci occhiate che l’io dona, dettagliatamente, a quella massa di “altri” che lo circonda. Sono 41 minuti di introspezione, la quale in questo momento possiamo vivere come un colpo al cuore, adatto per chi vuole un secondo abbandonare il torpore di una monotonia data da letto-divano-televisione-pc. Oppure per chi, come me, vorrebbe una persona particolare vicina, o semplicemente patisce le mancanze. Di una città, di una o più persone, di un ricordo o un brivido provato ormai tempo fa. Con qualche moina, anzi direi qualche buffetto, “Gli occhi di chi ha fatto il Vietnam” ci regala la consapevolezza di una pesante assenza di un ipotetico pezzo mancante. Speriamo allora che Luca continui ancora ad accarezzarci con la sua voce non più graffiante ma quasi melliflua, ad indicarci il fulmine che finalmente squarcia il cielo. “Vedremo”.

Spotify:

https://open.spotify.com/album/63ayFZqvjliGJjX0PZTNOz?si=uJ_tochfQ5ScymoNiEd-zA

 

 

 

 

Beatrice Andolfatto

«Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle, sentire gli odori delle cose, catturarne l’anima.» – Alda Merini