ELYMANIA – In memoria di Elisabetta Imelio (1975-2020)

E’ accaduto ancora una volta. Ed è un rito ormai quasi quotidiano, un bollettino dolente di vittime di quella bestia ingorda chiamata cancro, una bestia che non guarda in faccia nessuno colpendo senza alcun tipo di discrimine, una bestia che ieri sera ha ghermito lo splendido sorriso di Elisabetta Imelio, bassista dei Prozac+ e bassista/cantante dei Sick Tamburo chiudendole gli occhi definitivamente alla prematura età di quarantaquattro anni.
Elisabetta fonda i Prozac+ con Gian Maria Accusani ed Eva Poles nel 1995. Ha vent’anni ed è proprio l’esplosiva freschezza di quella meravigliosa età il carattere primo del suono di quella band che, in particolare nel triennio 96-98, porta  una straordinaria ventata di carica energetica alla scena musicale alternativa del belpaese diventando con “Testa Plastica” e soprattutto con “Acidoacida” la big thing in grado di vendere oltre 150.000 copie e di conquistare il disco di platino in un’era in cui in ambito indie alternative si parla di successo quando si superano le 20 o le 30.000 copie.Elisabetta Imelio
La matrice punk melodica dei Prozac+ è la manna per ogni discografico in un momento in cui Green Day, Offspring e Rancid spopolano a livello internazionale e con l’appoggio della Emi e di una rotazione radio frequentissima del singolo “Acida” oltre che a tour estenuanti, il gruppo si impone in modo brillante nonostante o forse proprio per i temi molto “reali” dei testi, trattati in modo crudo senza edulcorazioni di sorta.
Lo scioglimento della band nel 2007 dopo la pubblicazione di altri tre album vede la cantante Eva prendere una strada personale mentre Elisabetta e Gianmaria, dopo una breve pausa, riprendono il percorso come “Sick Tamburo” un combo meno “accomodante” (già dalla scelta di presentarsi sul palco con dei passamontagna neri) che da alla luce tre album improntati su un suono potente ed ossessivo e testi minimali nella gran parte dei casi cantati proprio da Elisabetta che si presenta anche come “Boom Girl”
Nel 2015 la doccia fredda.
Ad Elisabetta viene diagnosticato un cancro al seno ed è una botta.
E’ sempre una botta violenta quando tocca a te.
In un giorno, in un momento coincidente con l’attimo in cui il medico di turno suo malgrado deve darti il verdetto degli esami, la tua esistenza è travolta. Ti crolla tutto addosso.
Ti si proietta dentro una realtà che non avevi mai realmente pensato potesse colpire anche te. Avevi incrociato le dita ogni volta che ti eri ritrovato a sfiorare altre storie di malattie incurabili. Ma non è bastato. E’ arrivato lo spettro e si è posato anche su di te.
Cosa fai ? come reagisci ? Affronti la cosa con ottimismo ? Ti fai travolgere ? Ne parli con chi ti è vicino ? Tieni tutto dentro ?
E se ti dicono che non c’è speranza di guarigione cosa fai ?
Cosa fai ? Ti chiudi al mondo in attesa della fine ? Cerchi di soddisfare i desideri più impellenti che avevi posticipato per anni pensando di avere tempo ? Ti devasti la mente per non soffrire ? Preghi ?
Elisabetta decide di continuare a battersi continuando per quanto le è possibile la vita di sempre tra sedute di chemio, radio e terapie ormonali. Continua a registrare e a salire sul palco accolta con calore da chi ne segue da lontano la vicenda umana al di là di quella musicale. In particolare nel 2018 i Prozac+ si riuniscono in occasione dell’Home festival a Treviso e del Miami a Milano e l’accoglienza del pubblico è travolgente.Elisabetta Imelio
Elisabetta combatte per più di quattro anni assistita dalla famiglia, dal compagno da cui ha avuto un figlio e dall’amico di sempre Gian Maria Accusani. purtroppo la recrudescenza del tumore, che si ripresenta impietosamente al fegato, ce la porta via nella notte del 29 febbraio. Una notte maledetta che si ripresenta solo ogni quattro anni, giunta con crudeltà a strapparci quel sorriso, quel talento e quella forza d’animo che resteranno per sempre vivi e vibranti nelle belle cose che Elisabetta ci ha lasciato.
“Il tumore è tornato ma io ho scelto di essere felice. Presto o tardi finiamo tutti per morire ma la vittoria sta nel decidere di essere felici. Ieri, ho pianto. Oggi, ho deciso di prendere il bello di questa giornata. Di cantare, di esibirmi” Elisabetta

LA FINE DELLA CHEMIO (Sick Tamburo)

Festeggeremo la fine della chemio
Fianco a fianco su quel palco
E starai bene sai e finirà anche il buio
Tante cose cambieranno
I tuoi capelli lunghi
Quelli cresceranno di un colore che è un incanto
E se non cresceranno allora sai, ti dico
Allora starai meglio senza
Senza
Senza
Senza
Senza

E quando parlerai alla gente girerà la testa
Alcuni sverranno
E si potrà capire quello che è importante
E quel che vale veramente
Insieme rideremo e non ricorderemo
Non ricorderemo niente
Ricostruiranno tutto ormai si fa anche quello
Dopo un sogno che si è infranto
E si potrà capire
E si potrà capire

Finché il sole si alza
Si potrà capire perché
Finché il sole si alza
Non si muore, non si muore
Finché il sole si alza
Si potrà capire perché
Finché il sole si alza
Non si muore, non si muore

Festeggeremo la fine della chemio
Fianco a fianco su quel palco
E starai bene sai e finirà anche il buio
Tante cose cambieranno
E rimarranno i segni ma sembrerai più bella
Il tuo sorriso ha vinto
E le paure quelle, quelle qualche volta
Quelle ancora torneranno
Ma si potrà capire
Ma si potrà capire

Finché il sole si alza
Si potrà capire perché
Finché il sole si alza
Non si muore, non si muore
Finché il sole si alza
Si potrà capire perché
Finché il sole si alza
Non si muore, non si muore
Non si muore, non si muore, non si muore
Non si muore, non si muore, non si muore
Non si muore, non si muore, non si muore
Non si muore, non si muore, non si muore
E il tuo sorriso ha vinto

 

 

 

Ettore Craca

Ettore Craca

"Nel suono, nella pagina, nel viaggio, nell'amore io sono. In ogni altro luogo e tempo non sono".