Garbo: Il Fiume

“Per girare questo video di Garbo siamo andati fino a Londra.
Forse il messaggio e’ che tutta la gioventu’ europea si sta avvicinando sempre più una all’altra e i confini stanno lentamente cadendo”.
Queste le profetiche parole del Massarini nazionale nel 1981 che se si rivedesse oggi, 35 anni dopo non potrebbe che sorridere amaramente vedendo come quella gioventù di allora ha tradito gli auspici.
Mister Fantasy produceva anche video in proprio.
Ne ha prodotti tanti , soprattutto per gli artisti italiani che si muovevano in un territorio di frontiera quello della nuova ondata, la “new wave” che nell’81 era il qui e ora.
Certo erano video qualitativamente poveri, a volte un po’ imbarazzanti, ma che segnavano anche visivamente l’esistenza di un fermento innovativo che covava in quel vuoto tra la Pfm e i Litfiba (cosi…per semplificare).
Finardi, Camerini, i Krisma, Battiato, Faust’o, Alice, Giuni Russo….e Garbo, condannato ad essere per la vita ricordato come il Bowie Italiano per quelle scelte sonore nutritesi di decadentismo ed elettronica i cui riferimenti erano chiarissimi (oltre a Bowie, Lou Reed e i primi Roxy Music).
Non faceva molto per distanziarsene peraltro ad inizio carriera. Intitolare un album “A Berlino va bene” non lasciava dubbi, costruire un brano come “il fiume” sulla progressione armonica di “Heroes” altrettanto.
Ma allora avevamo bisogno anche di riferimenti italici che cantassero nella nostra lingua la cosa nuova e anche se derivativo Garbo era a suo modo “magnetico e intrigante”, come direbbe Manuel Agnelli.
Ed ha lasciato alcuni brani che sono rimasti scolpiti nella memoria degli aficionados che il martedi notte tra il tg e l’alba sapevano dove sintonizzarsi.
Tra questi il generazionale (ehm) GENERAZIONE:
“Noi padri del silenzio siamo polvere e il vento ci disperderà
Noi nei giorni silenziosi siamo nuvole
le nuvole non hanno mai paura”.
Gli “Eroi nel Vento” fiorentini non erano poi cosi’ lontani. Un po’ di più i Bluvertigo di Morgan che si abbeverarono alle stesse fonti

Ettore Craca

Ettore Craca

"Nel suono, nella pagina, nel viaggio, nell'amore io sono. In ogni altro luogo e tempo non sono".