Gozzi, resta con noi e regalaci altri ToDays di gloria

Gianluca Gozzi, il direttore artistico nonché deus ex machina del Todays, l’unico festival italiano degno di essere rapportato alle grandi kermesse europee di musica rock in senso lato ma soprattutto elevato, ha annunciato che lascerà l’incarico. Era previsto e lo avevamo anche preannunciato, in un articolo su tuttosport.com, scherzandoci sopra per esorcizzare l’eventualità. Ma non per questo fa meno male, anzi.
Con lui partente, probabilmente finirebbe anche il TOdays, di sicuro nell’accezione qualitativa e ambientale che a decine di migliaia abbiamo imparato ad apprezzare in questi anni di concerti favolosi. L’ultima edizione, che si è chiusa domenica sera a Spazio 211, è stata strepitosa. Come strepitoso è stato il pubblico, pur non numeroso come sarebbe stato lecito aspettarsi, stante la qualità del cartellone allestito – con mezzi risibili rispetto alla concorrenza anche italiana, ma con una competenza e una passione infinitamente superiori, tali da garantire comunque una proposta di eccellenza assoluta (vedi il riconoscimento di artisti quali Jarvis Cocker, Johnny Marr e Bob Mould).
Non vogliamo entrare qui nel merito delle argomentazioni addotte da Gozzi – peraltro quasi tutte condivisibili per esperienze dirette e comuni – nella ficcante intervista rilasciata a Luca Castelli per l’edizione torinese del Corriere della Sera. Ci sentiamo però di dire – a nome di We love Radio Rock ma certi di interpretare il pensiero e il dispiacere di tantissime altre persone, non solo di Torino – che se la musica (almeno certa musica) qui ha ancora dignità è in gran parte merito proprio di Gianluca Gozzi. Una persona che può essere simpatica o meno, ma che di sicuro è molto radicata nel tessuto urbano, extraurbano, extracomunitario, internazionale, che vive di concretezza e non di preconcetti, che preferisce la ciccia alla fuffa (così ci allarghiamo un po’ e coinvolgiamo anche i milanesi), che è estraneo alle logiche di cricca e del para amigos e guarda in molteplici direzioni culturali (in senso lato). Che è un vecchio punk ma ha un senso di rispetto delle regole e della meritocrazia e del rispetto del lavoro – che costa, denaro ed energie, e che va (ri)pagato – che proprio fatica a entrare nelle testacce di noi italiani sempre in cerca di scorciatoie.
La facciamo corta e (vi) lanciamo una sorta di appello, per quanto può valere e per vedere l’effetto, e l’affetto, che fa.

GOZZI, RESTA CON NOI E REGALACI ALTRI TODAYS DI GLORIA.

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Andrea Pavan

Andrea Pavan

"Voi critici voi personaggi austeri militanti severi, chiedo scusa a vossía". Pace, amore, Pulici, film, libri, viaggi e rock'n'pop'n'punk'n'roll. E tanti, tanti gatti".