John Belushi, il primo Man in Black.

Oggi parliamo di un attore che nella sua seppur breve carriera, e vita, ha lasciato una profonda impronta nella storia della cinematografia: John Belushi.
Nato in uno dei piu’ popolari sobborghi di Chicago il 24 Gennaio 1949, da una famiglia di immigrati Albanesi, è il più anziano di tre fratelli (tra cui Jim, anche lui popolare attore), ed una sorella.
La prima, timida esperienza artistica di John avviene nel 1965, quando all’età di 16 anni fonda con alcuni compagni di college la band The Raven, incidendo un singolo con un brano intitolato “Listen to me now” e sul lato B la cover di “Jolly green giant” dei Kingsmen; il disco non ha alcun successo, e la band si scioglie quando Belushi si trasferisce in un’altra’ area di Chicago, ed in un altro college.
Alcuni anni dopo Belushi cambia orientamento artistico verso il cabaret, e fonda una compagnia teatrale di improvvisazione comica chiamata Compass Players con Tino Insana e Steve Beshekas. Le perfromance del trio, ma soprattutto la verve di John vengono presto notati da Bernard Sahlins, fondatore della compagnia Second City, che lo scrittura nel 1971, e Belushi inizia a lavorare con Harold Ramis (“Ghostbusters”) e Brian Murray (il fratello maggiore di Bill Murray).
Nel 1972 prende contatto per la prima volta con il National Lampoon, entrando a far parte del “National Lampoon’s Lemmings” con Chevy Chase e Christopher Guest. Il National Lampoon e’ una rivista satirica nata due anni prima, ed ispirata al Harvard Lampoon, una pubblicazione goliardica della università omonima nata nel lontano 1876, ed in vita ancora oggi. Il National Lampoon’s Lemming e’ una parodia di Woodstock, in cui Belushi interpreta un improbabile anchorman, e Chase, Guest e altri comici imitano diversi cantanti dell’epoca in modo dissacrante e canzonatorio. Nello stesso anno si sposta a New York, e sempre per il National Lampoon inizia a lavorare ad una produzione radiofonica intitolata “National Lampoon’s Radio Hour”. Sempre nel 1972 durante un viaggio a Toronto per conto della Second City incontra Dan Aykroyd, che come tutti sappiamo negli anni successivi formera’ con John una delle coppie artistiche più rinomate del cinema del dopoguerra.
Nel 1975 Lorne Michaels, il patron del famoso “Saturday Night Live” ingaggia Belushi per il suo show, dietro consiglio di Chevy Chase. Nell’ambito dello spettacolo televisivo, nei quattro anni successivi Belushi da vita a personaggi memorabili quali Samurai Futaba e il proprietario Greco del fast food Olympia (che serve soltanto cheesburger, Chips e Pepsi), oltre a impersonare il Comandante James Kirk, Henry Kissinger, Beethoven, Joe Cocker (che partecipo’ ad una puntata e duetto’ con Belushi sulle note di “Feeling alright”) e molti altri. Al Saturday Night Live lavora con Aykroyd, Bill Murray e molti altri artisti le cui strade si incroceranno nuovamente con quella di John sul grande schermo.
Proprio in un episodio datato 1978 del “Saturday Night Live” nascono i Blues Brothers, la band ideata da Belushi e Aykroyd e comprendente rinomati artisti Blues quali tra gli altri Matt Murphy, Tom Malone e Lou Marini; la prima performance ufficiale della band al SNL comprende due brani: “Hey Bartender” e “Soul Man”. E’ curioso notare che la band venne originariamente scritturata da Michaels per intrattenere il pubblico in sala prima dell’inizio della registrazione delle puntate, per poi venire promossa in breve tempo al ruolo di ospite musicale fisso, grazie anche alla potente verve di Belushi e Aykroyd sul palco. Il temperamento iracondo, e il frequente uso di droghe psicotrope (a cui Belushi faceva ricorso anche per sostenere il ritmo incalzante delle puntate settimanali dello show) provocarono frequenti litigi, anche violenti, con Lorne Michaels, e Belushi venne licenziato e riassunto diverse volte nei quattro anni in cui fece parte del cast dello spettacolo. Oggi e’ generalmente riconosciuto tra i critici e gli esperti che Belushi fu la vera forza traente del SNL.
Nel 1978 arriva la prima esperienza cinematografica di John, in un ruolo secondario nel film di Joan TewkesburyOld Boyfriends”; il film non riscosse alcun favore tra la critica. Dello stesso anno “Going South” diretto da Jack Nicholson, con un cast di nomi illustri quali Christopher Lloyd, Danny Devito e Veronica Cartwright; anche in questo caso il film non entusiasmo’ la critica.
Di altro livello il film successivo, “Animal House”, diretto da John Landis e con Tom Hulce (che alcuni anni dopo interpreto’ Mozart), Karen Allen (“Indiana Jones and the lost ark”), un giovane Kevin Bacon, e Donald Sutherland. La sceneggiatura del film, che narra la storia di uno scalcinato gruppo di studenti facenti parte della stessa confraternita nell’immaginario college di Faber, venne scritta da Ivan Reitman, Harold Ramis e Chris Miller, ed  e’ ispirata dalle loro personali esperienze nelle confraternite dei college da loro frequentati in gioventu’, esperienze anche in parte pubblicate sul National Lampoon magazine negli anni precedenti al film. Sebbene inizialmente ignorato dalla maggior parte dei critici, ngli anni successivi raggiunge livelli di popolarita’ molto elevati, e diventa con “Kentucky Fried Movie” (anche di John Landis) uno dei film comici piu’ famosi degli anni ’70. E’ da notare che nel piano originale del produttore Reitman, tutti i ruoli della confraternita Delta Tau dovevano venire interpretati dall’intero cast del Saturday Night Live (Bill Murray, Dan Aykroyd, Chevy Chase) ma il solo Belushi accetto’ la parte, mentre gli altri declinarono per ragioni diverse. Una curiosita’ del film: l’attore che ricevette il cachet piu’ alto fu Donald Sutherland, mentre il secondo fu Junior il cavallo bianco di Niedermeyer, che incasso’ alcune migliaia di dollari in piu’ di Belushi. La stesura originale del film durava quasi tre ore, ma Landis decise di tagliare oltre un’ora per la versione finale.
La colonna sonora del film comprende brani del repertorio classico e moderno, come in molte altre pellicole di John Landis. Il “Faber College Theme” e’ un adattamento di Elmer Bernstein di un brano di Johannes Brahms. E’ da notare che due brani vengono interpretati dallo stesso Belushi: “Louie Louie” e “Money (that’s what I want)”. Altri due brani popolari quali “Shout” e “Rama lama ding dong” vengono invedce interpretati dal cantante Giamaicano Lloyd Willams, in doppiaggio al personaggio del film Otis Day (interpetato da DeWayne Jessie) con la sua Band fittizia The Knights.
Nello stesso periodo la band di Belushi e Aykroyd, The Blues Brothers si espande, acquisendo nuovi elementi di alto profilo. Esce anche il loro primo album, “Briefcase full of blues” (un titolo ispirato da una gag di Aykroyd, che compare sullo stage della band con una valigetta, dalla quale estrae un’armonica). Tra i brani due in particolare vennero apprezzati dalla critica, e raggiunsero il top delle classifiche: “Soul Man” e “Rubber Biscuit”.
Nel 1979 Belushi e Aykroyd lasciano il Saturday Night Live per dedicarsi interamente al cinema. Il secondo film che girano insieme e’ “1941“ di Steven Spielberg, che narra in modo dissacrante e ironico la psicosi dei cittadini americani della costa Occidentale, dopo l’attacco Giapponese a Pearl Harbour. Belushi e Aykroyd non hanno una parte da protagonisti (in effetti e’ difficile individuare un protagonista in questo film), ma Belushi, che interpreta un pilota dell’USAF, prende la scena con alcune sequenze memorabili. E’ interessante notare una apparizione cameo da parte di John Landis, nella parte di un impolverato e irriconoscibile motociclista.
Del 1980 il film che consegna Belushi alla storia della cinematografia: “The Blues Brothers” diretto da John Landis. Nel film Belushi e Aykroyd compaiono con la Band lanciata dal SNL al completo. Il film annovera anche una carrellata di popolari attori come Kathleen Kennedy, Carrie Fisher, John Candy, Henry Gibson, e di musicisti R&B del calibro di Ray Charles, Aretha Franklin, James Brown, Cab Calloway e molti altri. Il film comprende brani del repertorio Rythm and Blues piu’ classico, come “Gimme some lovin” (interpretata da Belushi stesso), “Shake a tail feather” (Ray Charles), “Think” (Aretha Franklin), “Minnie the Moocher” (Cab Calloway).Il film annovera numerose scene memorabili, quali l’inseguimento automobilistico all’interno di un grande magazzino (per il quale venne usato il Dixie Mall di Chicago, all’epoca abbandonato), l’inseguimento per le vie del centro di Chicago (che venne chiuso al traffico per una intera Domenica), e il volo di una auto guidata dai “Nazisti dell’Illinois” (nella quale una Ford Pinto venne sganciata da un elicottero dall’altezza di 400 metri). Il veicolo dei Fratelli Blues, che nel film viene chiamato Bluesmobile, e’ una Dodge modello Monaco, nel film ne vennero utilizzate e distrutte ben tredici. Il totale delle auto distrutte nelle riprese del film ammonta a 73, un recordo superato soltanto dal sequel del film stesso anni dopo.
Un’ultima curiosita’: John Landis restitui’ la cortesia a Steven Spielberg, offrendogli un cameo nella parte di un impiegato del fisco.
Dell’anno successivo “Neighbours” di John Avildsen, in cui Belushi e Aykroyd soprendono il pubblico con interpretazioni caratterialmente scambiate: Belushi un tranquillo impiegato della media borghesia americana, mentre Aykroyd un invadente e maleducato nuovo vicino. Finale a sorpresa!
Del 1981 l’unico film che Belushi gira senza Dan Aykroyd; “Continental Divide” (per la regia di Michael Apted) e’ la storia di un tranquillo giornalista cittadino a cui viene chiesto di scrivere una storia su una ornitologa che opera in remote aree delle Montagne Rocciose. Anche in questo film Belushi conferma la sua eclettica capacita’ di calarsi nella parte di un tranquillo borghese (gia’ vista nel film precedente) per poi stupire il pubblico con repentini cambiamenti di interpretazione. A seguito di questo film Belushi fece una breve apparizione in un episodio della serie televisiva comica “Police Squad!“(dalla quale venne poi tratta la serie di film “The naked gun” alcuni anni dopo), ma la scena non venne mai inclusa, a causa della improvvisa morte di Belushi.
John Belushi viene a mancare il 5 Marzo 1982, nella sua camera dell’hotel Chateau Marmont sul Sunset Boulevard. La causa della morte un cocktail letale di cocaina ed eroina.
Al momento della morte Belushi stava lavorando a diversi progetti, tra i quali “Moon over Miami” con il regista Louise Malle, e “National Lampoon’s the joy of sex” con Penny Marshall (che interpreto’ Laverne Defazio in “Happy Days”, e poi nello spin off “Laverne e Shirley”). Altri due progetti che Belushi aveva intenzione di realizzare con Aykroyd presero poi vita e divennero classici del genere: “Spies like us” e “Ghostbusters”, interpretati oltre che da Aykroyd stesso da vecchie conoscenze del Saturday Night Live e del National Lampoon’s: Chevy Chase, Harold Ramis e Bill Murray. La breve ma intensa vita di John Belushi venne celebrata in un paio di libri postumi, di cui uno intitolato “Samurai widow” venne scritto dalla moglie Judith. Il gruppo di genere trash Anthrax gli dedico’ una canzone nel loro album “Among the living”, e cosi’ fece il gruppo rock Polacco Lady Pank.
In una intervista Ivan Reitman (il regista di “Ghostbusters”) ebbe modo di paragonare il fantasma piu’ famoso del film (Slimer, in italiano l’Inzaccheratore) a Bluto, il personaggio di “Animal House” interpretato da Belushi; a seguito di quell’intervista Slimer divenne popolarmente consociuto come Il Fantasma di John Belushi.
Durante la cerimonia per la consegna dei premi Oscar del 1982, alcuni mesi dopo la scomparsa di Belushi, nella sezione dedicata agli effetti speciali, Dan Aykroyd prima di consegnare il premio disse rivolgendosi al pubblico “John avrebbe certamente gradito essere qui con me a consegnare questo premio, perché lui stesso era un effetto speciale”.

Marco Quaranta

Marco Quaranta

Marco Quaranta è nato a Torino, più di 20 e meno di 80 anni fa. 25 anni fa ha deciso che voleva vedere il mondo, e da allora ha vissuto dieci anni in Asia e quindici in Australia. Al momento vive a Melbourne. Marco é pazzo per la fantascienza, in tutte le sue forme. Gli piacciono anche il cinema, la musica e i giochi di ruolo.