Materiale Resistente 1945-1995 – Venticinque anni dopo

Questa mattina sono andato a cercare “Materiale Resistente”. Mi è quasi caduta la mascella quando mi sono reso conto, guardando la copertina con le due date riportate in rosso 1945-1995, che sono trascorsi venticinque anni da quella celebrazione. Venticinque anni… la metà di quelli che si omaggiavano in quell’anniversario specifico.
Materiale resistente è stato un progetto sviluppato dal CONSORZIO PRODUTTORI DIPENDENTI l’etichetta/comune/famiglia creata dai CSI nei primi anni 90 che fu fucina di molti dei migliori talenti di quell’era dorata per la musica alternativa del belpaese.
Il progetto, innescato da una richiesta del comune di Correggio in occasione del cinquantesimo anniversario dalla liberazione dal nazifascismo, vide una ventina di gruppi ed artisti dell’orbita Consortile ma non solo, donare un proprio brano sul tema della resistenza e della liberazione, o un riarrangiamento di un canto partigiano, per la pubblicazione di un Cd che uscì in concomitanza con il concerto celebrativo tenutosi il 25 aprile 1995 nella stessa Correggio.
Il concerto fu ripreso da Davide Ferrario e Guido Chiesa ed uscì nelle sale e nei festival per essere pubblicato poi in home video nella forma di un film in cui alle immagini delle esibizioni si affiancavano interviste a partigiani e a esponenti del pubblico con l’intento di raccogliere opinioni e riflessioni sul senso dell’antifascismo in un momento storico appena successivo alla “discesa in campo” di Berlusconi a fianco degli ex missini guidati da Gianfranco Fini ed ai primi successi elettorali della Lega di Bossi.
Il tema dell’ importanza delle perpetuazione dei valori antifascisti era molto avvertito da questi giovani, e meno giovani, artisti i cui omaggi sonori di grande valore musicale e di testimonianza contribuirono ad un ottimo riscontro dell’iniziativa creando un ponte comunicativo importante tra la generazione dei partigiani e quella di chi era divenuto adulto dopo il periodo buio degli anni di piombo, anni in cui anche le rispettabili e giuste istanze della gioventù studentesca e del mondo operaio si erano liquefatte in un fiume di sangue innocente.
A venticinque anni di distanza non si può purtroppo affermare che i valori antifascisti siano un patrimonio condiviso come dovrebbe in questo nostro paese. Il rigurgito di movimenti apertamente fascisti come Forza Nuova e Casapound, l’alleanza tra Fratelli d’Italia guidati da Giorgia Meloni e la Lega non più “Nord” ma “Di Salvini” che sulla negazione dell’importanza per il paese dei giorni della Resistenza trovano un punto comune, sono a testimoniare che purtroppo questo quarto di secolo non ha visto alcun tipo di progresso in questo senso rispetto a quel 1995.
Nondimeno, anzi a maggior ragione, si rende vieppiù necessario portare avanti con indefessa fiducia la testimonianza della lotta partigiana ed i valori difesi strenuamente dalla resistenza, soprattutto man mano che i testimoni di quei terribili giorni di guerra civile lasciano, alcuni anche in questi giorni vittime del virus, questa vita.
Al di là di ogni tentativo revisionista di mettere alla pari le posizioni delle due parti in conflitto in quel biennio determinante per la storia italiana, al di là di ogni “ma…” e di ogni “però….” tesi a poggiare sulle indiscutibili rese dei conti sommarie da parte partigiana assurde tesi per cui si sarebbe trattato di scelte di vita entrambe degne allo stesso modo. Così, pur nel rispetto dei defunti, deve essere chiaro ed accettato senza ombra di dubbio, chi erano i “buoni” e chi erano i “cattivi”, chi perpetrava il “sopruso” e chi dallo stesso si difendeva.
Ed è importante che chi in quel 1995 anni aveva 25 o 30 anni e pertanto adesso ha abbondantemente superato il mezzo secolo, continui a portare avanti il vessillo di questa testimonianza anno dopo anno e in particolare quest’anno in cui il 25 aprile si celebra a ridosso di un’altra “liberazione” del tutto diversa in un’era comunque straordinariamente dolorosa.
Nella speranza che la memoria di quel 25 aprile di 75 anni fa non sia “divisiva” come propugnato da chi ancora nel fascismo crede o da chi ne sminuisce l’impatto, ma “moltiplicativa” di forze e di resistenze che unite dovranno fare fronte al periodo molto difficile che si profila all’orizzonte.

1. Üstmamò – Siamo i ribelli della montagna – 4:53
2. Officine Schwartz – Ciao bella – 3:33
3. Umberto Palazzo e Il Santo Niente – Wir Sind Partisanen – 3:23
4. A.F.A. – Con la guerriglia – 3:55
5. Settore Out – Amore ribelle – 1:45
6. Consorzio Suonatori Indipendenti – Guardali negli occhi – 4:55
7. Corman & Tuscadu – La complainte du partisan – 3:25
8. Disciplinatha – Vi ricordate quel 18 aprile – 3:20
9. Yo Yo Mundi – I banditi della Acqui – 3:19
10. Mau Mau – Resistenza, Marzo ’95 – 4:56
11. Gang – Eurialo e Niso – 5:38
12. Lou Dalfin – Lou Pal – 3:25
13. Coro “I 101” di Fabbrico – Spara Jurij – 1:40
14. Modena City Ramblers – Bella ciao – 3:15
15. Marlene Kuntz – Hanno crocifisso Giovanni – 3:20
16. Skiantos – Fischia il vento – 2:41
17. Africa Unite – Il partigiano John – 3:41
18. Rosso Maltese – Il canto dei deportati – 4:43

Ettore Craca

"Nel suono, nella pagina, nel viaggio, nell'amore io sono. In ogni altro luogo e tempo non sono".