Gianmaria Accusani: Da grande faccio il musicista

“Un pò di Prozac+, GianMaria Accusani ed un Angelo intorno a noi”

È il giorno nove del mese di ottobre, l’autunno è già iniziato, castagne copiose sparse sul selciato ed una pentola già piena di sugo bollente con corposi funghi pronti per essere ghiottamente pappati in canottiera da sporcare amorevolmente da vero ed orgoglioso: Italiano Terrone Che Amo e che sono.
Ma oggi, oggi ripeto oggi è un giorno unico e speciale, la mia attenzione è rivolta a festeggiare con riti pagani e musica finto rock e new wave italiana, free jazz punk inglese e nera Africa il cinquantunesimo genetliaco della mia adorata musa Polly Jean Harvey da Yeovil, ci sono musiche, danze, cibi medievali, e, dalla mezzanotte la musica di Polly che risuona belligeratamente per tutto il condominio in cui abito dando vita a beltà poetica che irrora l’aria d’amor.GMA
Alle 18:04 con lo spuntare della Luna rosata effemeridiana comincio a ritirare ghirlande, festoni e friciulin e friciulin e friciulin, ne ho preparati a profusione giuro.
Un’altro anno di Polly è stato onorato e festeggiato e mi devo prepare per recarmi alla Maison Musique in quel della rigogliosa Rivoli land.
Mi pettino in mutandina nera davanti allo specchio come Tony Manero ancheggiando sensualmente, lacca Splendor come se piovesse sulla cofana, dress code total black e via nella Banana Car pronto a conquistare il mondo, Borgaretto compresa.
Parcheggio tirando il freno a mano come Elwood Blues con la marmitta che fa scintille sull’asfalto, esco con una piroetta alla Truciolo e contadini che arano il terreno mollano i vomeri per applaudire la mia performance superlativa.
Percorro la breve salita come un famoso naso triste mentre i giornali svolazzano.
Dribblando in contropiede numerosi avventori mi fiondo in prima fila, Paolo Pavan intanto ha già montanto la sua postazione fotografica Angiei8998 con però l’aggiunta di un carrello steadycam comandato a random da smartphone che circumnaviga la struttura della sala concerti per fare foto in bungee jumping.
Nell’attesa in airplay una cospicua selezione di brani di Elvis Costello, io tenendo il ritmo mi intrattengo con un’irrisolvibile cruciverba di Stefano Bartezzaghi.
Ecco che la musica sfuma, sul palco una Gibson GS nera aspetta di essere suonata, ancora pochi minuti e quelle ferrose sei corde saranno pennate ed arpeggiate da Gian Maria Accusani.
Gianma, così si soprannomina e viene soprannominato da sempre compare finalmente sulle assi dello stage; bermuda, calzino fino al ginocchio che fa tanto hardcore, vans e felpa il tutto rigorosamente total black ed immancabile cappellino da baseball che aggiunge mistero al suo volto espressivo e comunicativo.GMA
Lo show inizia e già si percepisce l’incontenibile voglia di Gian Maria di raccontarci la sua incredibile storia ed avventura che si chiama vita, a tratti le mani sguisciano facendogli cadere più volte il plettro, l’urgenza punk di una persona come lui è difficile da contenere e già il mio cuore sussulta, arde e freme di gioia immensa.
Lo show, anzi punktelling parte dagli albori della vita di Gianma.
Grazie al suo mitico Zio Mario musicista eccelso, l’interesse alla musica si insinua nel corpo, spirito ed anima di Gian Maria senza abbandonarlo mai più.
Scopriamo che poco più che bambino il nostro futuro traghettatore musicale s’innamora della batteria diventandone un tutt’uno suonando in ogni tipo di occasione, e, arrivando fortuitamente ad entrare a far parte del leggendario e mitico The Great Complotto combo e, sorta di Factory nostrana e fucina di futuri talenti ed artisti tra cui, udite, udite, un giovine Davide Toffolo che suonerà con Gianma prima nei waver Gigolò Look che trasmuteranno nei Futuritmi prodotti addirittura da Nick Griffiths mente dietro a parecchi lavori di un certo Roger Waters.
Gian Maria è incontenibile, le parole e la narrazione sono un fiume in piena di parole, tant’è che a Gian Maria urge irrorare la faringe con la birra e cominciare a suonare, l’amica GS nera gli consiglia di partire con Betty Tossica ed è ovazione; prosegue la narrazione e parlando dei Prozac+ della loro nascita e genesi ho in comune con Gian Maria la permanenza in quel di Pordenone, l’ascolto di Testa Plastica mi salvava le giornate durante le due settimane di noia/naja di permanenza a Sequals con capatina a Maniago a mangiare e bere come un disperato come il Drugo di Buzzati, intanto la storia del più bel triangolo musicale italiano prosegue.GMA
L’epoca dei Prozac+ con al seguito Eva Poles alla voce ed Elisabetta Melio al basso viene condivisa con un trasporto corroborante, intanto si gode con l’esecuzione sempre in “Imperfetta solitudine” di Mi Mandi Fuori bella come un gladiolo, Un Minuto Per Sempre che fa battere il piedino e l’intramontabile e secca GM.
Ancora una birra dal six pack viene trangugiata, aneddoti e battute da stand-up comedy e si prosegue con la nascita del Sick Tamburo dove Gianma ed Elisabetta proseguono la loro avventura di vita, il loro legame unico ed immenso di amore amicale indescrivibile ed incontenibile, ed in più il progetto musicale muta cambiando gli ingredienti ma non il bellissimo e stupendo risultato ed il meritato successo.
Le canzoni dei Sick Tamburo ci vengono suonate all’osso ma sempre assestando il colpo senza scampo.
Il Fiore Per Te è amore puro, E So Che Sai Che Un Giorno filastrocca punk robotica irresistibile, Un Giorno Nuovo immediata con il suo messaggio vitale e speranzoso, La Canzone Del Rumore  martellante, cadenzata e marziale e poi Quel Ragazzo Speciale che tocca le corde dell’anima e crea emozioni quando Gian Maria ci racconta che cosa ha ispirato la bellissima composizione, una storia di amore puro, di amore filiale di amore universale.GMA
Ed è proprio l’amore il filo conduttore di tutto “Da Grande Farò Il Musicista”, amore per la musica sì ma soprattutto l’amore per l’unico e splendido rapporto umano con Elisabetta purtroppo non più insieme a noi, quando Gian Maria parla di lei di cosa hanno condiviso, vissuto, creato e donato a noi si entra in un vortice di dolcezza e bellezza con le lacrime che solcano il mio volto, viene voglia di salire sul palco ed abbracciare e stringere Gianma; il lutto è ancora in fase di elaborazione per noi che abbiamo amato l’artista e la persona, per Gian Maria a cui era legato da un filo rosso che ancora oggi mai si spezzerà va il mio massimo rispetto, vicinanza ed empatia; portare la propria storia così intensa vissuta con una persona che completa parti di te donandoti sostegno e forza per un lunghissimo periodo non è facile, infatti è proprio questa la forza dello show di Gian Maria denudarsi e condividere per ricordare tutti insieme la bellissima in tutti i sensi Elisabetta Melio, donna forte, vitale che ci ha donato quei sorrisi ritmici irresistibilmente meravigliosi e quella sensibilità artistica delicata e passionale; parte La Fine Della Chemio canzone contagiosa, speranzosa con un messaggio che può aiutare in ogni momento difficile della vita di ognuno.
Show punk in tutti i sensi e non esiste nulla di più punk che parlare di se stessi e Gian Maria ci è riuscito brillantemente facendomi sorridere, riflettere ed anche commuovere con un nodo alla gola.
L’ultima canzone ad essere suonata e non poteva essere diversamente è Angelo, da sempre brano della mia vita che ho riservato a persone e situazioni con connotazione che potevano essere di connotazione angelica, ma, questa sera un angelo era vicino davvero a tutti noi e la si sentiva sul serio la calda ed avvolgente aura, in particolare ad un certo punto e non so spiegarmene la ragione sul palco vicino a Gian Maria i vari cavi dell’amplificazione si muovevano a tempo e non c’era nessuno a tirarli o inavvertitamente urtarli, Elisabetta era una bassista qualcosa vorrà pur dire no.
Finito lo spettacolo mi alzo con rinnovato vigore e vado a salutare e ringraziare Gianma per questo emozionante venerdì sera, mi complimento per la riuscita ma soprattutto per il trasporto emotivo ricevuto, mi congedo da lui e il suo saluto è tipicamente pordenonese con quelle zeta che diventano “sseta”, infatti il commiato tra noi è: “io: Ciao Gianma, Gian Maria: ciao ragassso”.
Al banchetto del merchandise sia io che Paolo portiamo in saccoccia ed a casa il rarissimo picture disc di Acido Acida, le bave alla bocca per il succoso Graal sono copiose, mi asciugo con un fazzolettino detergente e salutando teatralmente e platealmente mi congedo da tutti ricevendo rose rosse sul mio proscenio ma non dimenticando di omaggiare Gianluca Gozzi per averci proposto l’originale spettacolo.GMA
Il freschino all’uscita debbo dire è pungente, una leggera brina mi fascia gli arti inferiori.
Mi sbrigo ad entrare nella Banana Car che riscaldo adeguatamente prima che sopraggiunga una goccia al naso.
Mi avvio per Ventura Highway che mi riporterà alla mia maison, però un’incombente incontinenza mi porta a fermarmi ad un’autogrill luminosissimo.
L’immancabile caffèttino di rito è d’uopo, stranamente due chiacchiere con la barista che somiglia a Isabel Sanford e via ad espletare le funzioni corporee.
Uscito dalla ritirata mi accorgo che pareti e scaffali sono pieni di calendari dell’avvento, panettoni, vischio, candelabri, strenne, ricchi premi e cotillon ed ora solo ora mi accorgo che mancano 73 giorni alla vigilia di Natale, di conseguenza ne mancano 74 al sacrosanto Natale, 19 ad Halloween, 174 giorni alla Pasqua, 45 giorni al giorno del ringraziamento, 33 al Diwali eccetera eccetera, visto che matematica precisione eh, allora mi infilo orecchie di renne, la simil Isabel Sanford salta dal bancone seleziona Respect Yourself dei The Staple Singers, borotalco sul pavimento e via con passi northern soul carichi di passione, black power e soul singing attitude, siamo scatenati e dinamitardi, spuntano anche Aretha Franklin, Duke Ellington al piano, Beyoncé e Kelis, tutto meraviglioso ed incredibile solamente che, ad un certo punto, ad un punto certo, spunta il vero George Jefferson che comincia a sbraitare e a proporci brochure della sua ottava lavanderia automatica, il nervosismo invade il clima festoso, interviene Miles Davis cominciando a preparare filetto alla Wellington ed Halle Berry taglia pane in casetta così io mi promulgo in poesie di Stéphane Mallarmé ed un pigmalione mi propone un contratto per…
Ma questa è un’altra ed incredibile storia ragazzi e ragazze.
Stay tuned from more rock n roll per altre mirabolanti saghe degne dei norrenici Nibelunghi.

Registrazione presa del concerto di Gian Maria Accusani, performance live registrata in occasione della manifestazione, Memorabilia Festival 2020, Recanati (MC), l’11/09/2020.

Daniele Rosa Cardinal

Daniele Rosa Cardinal

Banana : in azione sul dancefloor sotto la mirrorball,in prima fila nei live act,ovunque ci sia rock n roll vibrations e movida life girls i'm yours